La Ruota gira e il buio si prepara sempre più ad avvolgerci nel suo manto: come possiamo attraversare l’oscurità che ci circonda?
Quest’anno avverto molto questo insegnamento, e più che sulla luce che ritorna, al momento sono focalizzata proprio sul buio e su come affrontarlo e quali sono le sfide che esso ci pone.
Che poi è vero, la luce ritorna e con essa la speranza della nuova vita. Ma cosa vuole davvero dirci questo buio?
Cosa dobbiamo imparare dalla stagione oscura che ormai reclama il suo posto?
È un momento molto delicato, in cui i residui e gli strascichi del calderone di Samhain ancora ci piombano addosso. Solo che, mentre a Samhain abbiamo dovuto fare faccia a faccia con le nostre ombre e con ciò che non vogliamo più nella nostra vita, adesso il buio del solstizio ci invita a lasciare andare tutto questo.
Lasciare andare i pesi, le zavorre emotive e spirituali, i comportamenti nocivi che ci tengono prigionieri o anche eliminare fisicamente ciò che non usiamo più: come possiamo fare a posto alla nuova vita che verrà, se non eliminiamo le ceneri della vecchia?
E sul significato delle ceneri e del buttare via le cose vecchie, si basa tutta la simbologia di questo momento dell’anno, a partire dalla figura della Vecchia dell’Inverno, che non è altro che La Dea nella sue vesti di natura vecchia e dormiente, che attende la rinascita e la nuova stagione.
I fuochi che si accendono in questo periodo dell’anno hanno proprio lo scopo di gettare via ciò che non ha più senso nella nostra vita, ciò che ha fatto ormai il suo corso e di cui è necessario sbarazzarsi. E che dire dei camini in cui si calano le odierne figure di Babbo Natale e della Befana e del carbone che accompagna quest’ultima?
Il camino è il tunnel oscuro che stiamo attraversando e che è necessario percorrere, per giungere dall’altra parte: una sorta di prolungamento del calderone che ci ha ospitato nella stagione precedente e che adesso richiede di essere visitato nella sua interezza.
Perché senza morte non può esserci rinascita, perché il carbone e le ceneri sono tutt’altro che negativi e rappresentano la muta che abbiamo dovuto affrontare e che adesso non ha più senso trattenere a forza sulla nuova pelle che rinasce: le ceneri sono allo stesso tempo simbolo di morte e rinascita.
Rappresentano la trasformazione e il cambiamento ineluttabili che siamo chiamati a vivere: come la natura cambia, si trasforma e rinasce nella morte, così dobbiamo fare anche noi.
Perché non ci sarà una primavera, se prima non si attraversa il buio dell’inverno;
non ci sarà la luce della nuova vita, se prima non si affronta la potente trasformazione della morte.
La quale altro non è che un cambiamento di stato: un passaggio, la fessura attraverso la quale è necessario passare, prima di rivedere il sole.
Ed è stato proprio questo riflettere sul buio, sulla morte e sul lasciare andare, che mi ha fatto pensare a quanto sia importante la speranza nella luce: senza la nostra luce siamo perduti.
E dunque vivendo questo buio e accettando la morte, restando sospesi in silenzio come fa il sole, ritroviamo la nostra luce e lasciamola brillare.
Felice viaggio e benedizioni,

©Lucia Boggia