Ed eccoci qui, mentre La Ruota gira e ci porta all’incontro con L’Equinozio di Primavera e ai primi evidenti segnali di risveglio: lo sentite anche voi?
Le giornate si allungano, il sole sorge sempre un po’ prima e alle sei del pomeriggio ancora si vede la luce che lenta ci saluta, prima di lasciare posto all’oscurità.
Sicuramente le temperature si alterneranno ancora, così come le piogge, ma negli ultimi giorni il sole è un po’ più caldo ed è più piacevole passeggiare.
Tutte queste cose hanno svegliato la primavera anche dentro di me, così ho iniziato a prepararmi all’Equinozio e ai doni che la nuova vita vorrà portarmi.
In molte comunità neopagane l’Equinozio di Primavera è conosciuto con il nome di Ostara, che si dice provenga dalla Dea germanica Eostre.
Abbiamo infatti detto che I Solstizi e Gli Equinozi non erano particolarmente celebrati dai Celti, nonostante in qualche modo ne tenessero traccia, ma che sono stati integrati nella moderna Ruota dell’Anno attraverso altre tradizioni, soprattutto nordiche e germaniche.
Per questo motivo, già da un po’ di tempo, mi riferisco a queste festività, chiamandole semplicemente equinozi e solstizi: a parte che per il solstizio invernale (Yule, nella tradizione germanica), i nomi delle altre tre feste, pur partendo da una vaga giustificazione letteraria e storica, sono in realtà un’invenzione molto moderna e per certi versi poco coerente.
Ciononostante questo non è un giudizio e chiunque è libero di chiamarle anche con i nomi con cui sono più comunemente conosciute: Yule (solstizio di inverno), Ostara (equinozio di primavera), Litha (solstizio di estate), Mabon (equinozio di autunno).
Tornando al nostro equinozio: Eostre è un’antica Dea germanica, connessa all’alba, alla primavera e alla rinascita.
Il suo nome è facilmente riconoscibile in quello che in inglese è oggi il termine con cui si identifica La Pasqua cristiana: Easter.
Questo perché, come tutte le feste della Ruota dell’Anno, l’Equinozio di Primavera è stato trasformato dalla Chiesa Cristiana, per poter convertire più facilmente le persone alla nuova religione: poiché infatti gli antichi costumi pagani resistevano nonostante i divieti, si decise di dare nuova forma alle feste e ai simboli legati alla religione della Dea.
Da qui vengono il coniglietto pasquale e le uova di cioccolata, ma ne parleremo in seguito.
L’Equinozio di Primavera è il momento in cui dall’oscurità più profonda attraversata durante il solstizio, lentamente si arriva ad un vero e proprio equilibrio tra le ore di buio e le ore di luce: il termine “Equinozio” deriva dal latino “Aequa Nox”, cioè “Notte uguale (al giorno)”.
Come vedremo, quello dell’equilibrio è uno dei temi principali di questo periodo dell’anno, insieme al tema della fertilità, della rinascita e della prosperità: cosa simboleggia l’uovo, se non la vita stessa e tutto il suo potenziale?
E la lepre, diventata poi il famoso coniglietto, è uno dei simboli maggiori della primavera: rappresenta non solo il risveglio dopo il letargo invernale, ma anche la fertilità e la prosperità, essendo un animale molto prolifico.
Essendo l’equinozio un evento astronomico, come raccomandato già per il solstizio di inverno, è bene controllare la data precisa: convenzionalmente si dice che sia il 21 marzo, ma ormai sappiamo che il giorno varia di anno in anno e solitamente cade tra il 19-20 e il 23 del mese.
Quest’anno sarà il 20 marzo.
E voi? Sentite l’arrivo della primavera?
Percepite la vita che sta per tornare, con tutta la sua esplosione di colori e profumi?
In attesa di snocciolare uno ad uno i temi di questo equinozio, vi auguro un buon viaggio in questa nuova tappa della nostra meravigliosa Ruota dell’Anno.
©Lucia Boggia
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