«Stanno per pubblicare il mio libro, stanno per pubblicare il mio libro!»
Una delle scene più belle, con tutto ciò che segue…
Cresciuta, adulta, matura e in certi casi disincantata: niente più oro colato, niente più ingenuità, ma in fondo… Jo March resterà sempre lì, una parte importante, fondamentale di ciò che sono stata finora, di chi sono stata finora e di chi sono adesso.
Senza quella piccola Jo, in fondo, forse non avrei mai sognato di diventare una scrittrice. Una scrittrice in un mondo di scrittori.
Una donna che scrive, una donna in un mondo di uomini. In un mondo per uomini. Fatto su misura per gli uomini.
Eppure sono qui. E il mio primo libro, la mia prima opera, finalmente sta per vedere la luce: chi lo dice che la maternità è solo biologica?
Io ho sempre avuto tanti, piccoli e microscopici embrioni dentro di me: alcuni non sono cresciuti abbastanza, altri li ho distrutti io e altri ancora sono stati fermati sul nascere.
Ma io sono sempre stata una madre. Una madre in potenza.
E adesso diventerò madre davvero. Di una piccola grande creatura: il mio primo libro.
Jo March mi ha insegnato a stare al mondo, mi ha insegnato a sognare, a scrivere e a coltivare la mia passione e la mia vocazione, nonostante tutto.
Mi ha insegnato ad essere Jo March, la vecchia Jeiem del mio primissimo blog: Jeiem, da J.M., le iniziali che nel film del 1994 Winona Ryder porta sul suo taccuino. E da lì è nata Jeiem Erwin, la scrittrice celtica che, nonostante il lungo tunnel finalmente giunto al termine, ha sempre saputo chi fosse.
Doveva solo scendere più nel profondo, per capirlo davvero.
E adesso sono, mi sento proprio come Jo quando termina il suo romanzo, quando torna a casa e trova la stampa del suo libro: lì, pronta, sul tavolo.
Ogni suo desiderio è realizzato: impara a stare nel mondo, accetta che la vita sia anche imprevisti e sofferenze, trova il suo posto nel mondo. Come donna, come scrittrice.
Pubblica il suo libro e trova infine chi la accompagnerà nel suo viaggio.
Quando meno ce lo aspettiamo, il nostro fanciullino interiore e la nostra fanciullina interiore tornano a fare capolino, anche se non pensavamo che fossero sopravvissuti alla tempesta.
Così io, col cuore e l’anima tremanti per la gioia e l’emozione, perché a parte il via alla stampa so che il mio libro è finalmente pronto, torno per un attimo ad essere Jo March.
La piccola, ribelle e meravigliosa Jo March. Quella che crede ancora che tutto debba rimanere com’è, che il cambiamento non è cosa da prendersi in considerazione perché tutto è già perfetto così.
Quella che ha creato Jeiem Erwin e la sua conoscenza del mondo e di sé.
Quella piccola bambina che, avvolta nelle coperte, aspettava solo che una voce materna aprisse il capitolo successivo per leggerle la storia di Josephine March.
©Lucia Boggia
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