«Questa donna è Figlia del Demonio, sua succuba e concubina: è ora di darla alle fiamme infernali dalle quali proviene!»
La folla acclamava in preda al delirio: quell’uomo era diventato capo del paese senza nemmeno sapere come. Era bastato schierarsi dalla parte del più forte e accondiscendere a qualche “mazzetta” e aveva avuta salva la vita: chi non faceva così, finiva sul rogo con quelle prostitute.
Così le chiamavano, le prostitute di Satana: loro si univano al Cornuto e facevano ogni sorta di maleficio.
Donavano la vita, ma non si sapeva come, riuscivano anche ad estrarre i bambini morti dai corpi delle loro madri.
Oppure provocavano la peste e la fine di tutti i raccolti o i malanni a tale vicina che si era permessa di chiamarla strega, perché già strana da prima.
O ancora creavano degli strani e potenti intrugli con ogni sorta di erbe, fiori, radici e arbusti: chi piegava la volontà di un innamorato, chi faceva morire con un veleno, chi faceva diventare pazzo anche il più sano degli uomini.
E poi… si rendevano sterili le madri, il loro latte diventava aceto e i bambini morivano. E ancora… avevano osato parlare, a testa alta, davanti a un uomo. Davanti al loro uomo o a qualunque altro personaggio di degna levatura.
Il Malleus Maleficarum diceva il vero: avevano fatto bene a scriverlo e ad istruire la gente, così da poterlo usare anche nei processi.*
Chi avrebbe osato mettere in discussione l’autorità di un libello scritto da due uomini che erano anche monaci?
Chi avrebbe messo in discussione la parola della Santa Chiesa?
Nessuno. Perché tutto ciò che diceva La Santa Chiesa, tutto ciò che faceva La Santa Inquisizione era giusto. Era oro che colava, era la regola.
E quindi… la folla forsennata acclamava al suo capo, attendo con perversa e gioiosa trepidazione il momento in cui la strega sarebbe stata bruciata.
E lì, legata al palo, sui legni già pronti per essere bruciati, la povera donna già morta per tutte le torture inflitte, gli abusi e la fame e la sete patite… quasi nemmeno capiva più cosa stesse accadendo. Cosa stesse per accadere: la testa ruotava, un frastuono di voci stridule, acide e maligne… chi la insultava, chi le sputava addosso, soltanto per il piacere di vederla sfinita.
A stento si reggeva in piedi e il corpo martoriato era un grumo di sangue essiccato, che poi si rigenerava da solo, senza nemmeno sapere da dove uscisse tutto quel sangue.
Il rantolo della morte era già vicino, tanto che la povera donna fu quasi felice che il giorno del supplizio fosse giunto: con esso giungeva anche la fine della sofferenza e dell’agonia… sì, l’agonia peggiore doveva ancora venire, ma almeno dopo sarebbe finita.
E quel po’ di cenere rimasta del suo corpo, sperava, avrebbe ricordato prima o poi a quella folla inferocita la gravità dei loro gesti.
Ma non ebbe più tempo per pensare e in fondo anche pensare era diventato un atto atroce e impossibile.
Il sindaco, dall’alto della sua statura, si avvicinò alla vittima e col fuoco della sua pira appiccò il fuoco al rogo:
«Che Il Sommo e Onnipotente ci liberi per sempre da questa strega! Colei che ha osato uccidere una vita nel ventre della madre! Che sia un esempio per tutte le altre streghe del paese e del mondo: la vostra peste sarà estirpata!»
Il fuoco divampò come una lingua infinita e, nella sua lenta agonia, riuscì infine a ridurre in cenere il corpo della povera donna: colei che aveva pagato, perché un cordoncino si era aggrovigliato al minuscolo collo del bambino che doveva venire alla luce.
Colei che un tempo era stata la levatrice del villaggio.

*Malleus Maleficarum (Il Martello delle Streghe), trattato che fu pubblicato nel 1487 dal frate domenicano Heinrich Kramer e dal confratello teologo Jacob Sprenger: fu utilizzato nei processi di quella che oggi conosciamo come Caccia alle streghe e che tuttora rappresenta uno dei capitoli più orrendi della storia dell’umanità. Lo scopo del libro era semplicemente trovare una qualsiasi scusa per accusare le vittime, per il solo fatto che esse erano donne. Donne libere, donne che detenevano il dono della conoscenza, levatrici che nel passato avevano una considerazione ben diversa, poiché essendo in grado di portare la vita nel mondo, così erano ritenute capaci di fare il contrario. Ma anche donne che si ribellavano o che semplicemente non avevano paura di parlare o di reagire. In pratica Il Malleus era una semplice scusa per fare fuori le donne e sottometterle al controllo del maschio dominante. Cosa che, per ovvie ragioni, il patriarcato non ha ancora smesso di fare.

©Lucia Boggia