Nel bosco la nebbia era fitta e scura: i piedi facevano fatica a trovare la strada e i corpi si facevano spazio appena.
Quei corpi vaporosi e strani, sacri.
Perché… qualcuno forse ancora non sapeva che quella era La Vigilia di Ognissanti. E per Santi si intendeva una cosa molto particolare: erano Gli Spiriti Sacri.
Gli Spiriti Sacri degli Antenati e dei Defunti.
Quegli spiriti navigavano adesso nell’ombra, nell’ombra che oscura calava sulla terra: la notte del 31 ottobre il Velo tra il mondo dei vivi e quello dei morti cadeva e i due mondi potevano infine mescolarsi.
I defunti potevano riunirsi alle loro famiglie, che impazienti li aspettavano: quante, quante persone in quello stesso momento si stavano affaccendando!
Preparavano la tavola, la apparecchiavano con i cibi preferiti dei loro cari dipartiti e poi si precipitavano alle porte e alle finestre, accendendo lumini e candele e ponendoli fuori dalle loro case: così, dicevano, avrebbero facilitato il cammino delle anime e rischiarato loro la strada verso casa.

«Basta, tanto sono tutte scemenze!» la voce spazientita e scettica destò lo stupore di tutti.
Le fiamme del falò trasalirono e quasi si spensero, di fronte a tanta rabbia e acidità.
«Hai rovinato l’atmosfera, ma che ti prende?» uno del gruppo protestò, seguito dagli altri.
«Già, eravamo tutti d’accordo: ci riuniamo qui, nel bosco, e raccontiamo storie su questa notte intorno al falò!»
L’altro si alzò di scatto: «No, voi avete deciso: non dovrei nemmeno essere qui, mia madre non era d’accordo, e se scopre cosa stiamo facendo mi ammazza! Voi e queste stupidaggini: Halloween è una festa americana! E soprattutto è la festa del Diavolo! La celebrano i satanisti!»
«E cosa dovrebbe scoprire, esattamente? Che ci stiamo divertendo in compagnia intorno al fuoco? Voi siete dei fissati fanatici e ignoranti: documentatevi, prima di giudicare!
Halloween significa appunto Vigilia di Ognissanti: viene da All Hallows Eve.
Come stavo raccontando, Hallows cioè I Santi, sono Gli Spiriti Sacri dei defunti: è una parola antica che ovviamente La Chiesa ha modificato per i suoi scopi ed è poi passata ad indicare i Santi cattolici.
In più, se mi stavi ascoltando, stavo parlando proprio dei defunti, che anche voi, riprendendo quelle che erano le tradizioni “pagane” antiche, festeggiate: cosa c’è di così malefico in questo? Celebriamo esattamente la stessa cosa.»
«No, Il Dio Cristiano è un Dio di Luce: non celebra le tenebre, ma le combatte e le vince.»
«Ho una notizia per te: le ombre esistono. E non per questo devono essere viste in maniera negativa.
Le tenebre che tutti vi affannate a condannare, non sono altro che le tenebre della terra che si sta preparando al riposo invernale: sono delle tenebre sia concrete che metaforiche.
Come la terra scende nel buio di se stessa, per riposare prima di rinascere in primavera, così anche noi dobbiamo volgerci alla nostra parte più oscura. E oscura non significa che adesso prendo un coltello e vado in giro ad ammazzare la gente o i gatti neri, come vuole la Vulgata. Significa che mi volgo alla parte più interiore di me, quella invisibile che non riusciamo a vedere in superficie e che proprio per questo viene detta oscura. Mi volgo verso i miei lati scomodi e la loro accettazione: mi faccio carico di tutte le mie ferite, di tutto ciò che non mi piace di me e che voglio cambiare. Cerco di accettarlo, di abbracciare la mia Ombra, così quando appare so come viverla e come gestirla.
Questo è il nero che tanto vi spaventa. Ma non solo: proprio in virtù di questa oscurità fisica che cala sulla terra e dell’oscurità del nostro io interiore, siamo capaci di guardare più nel profondo e questo è il motivo per cui si pensava che il velo tra le due realtà fosse più sottile e che i morti potessero tornare sulla terra.»
Ma l’altro non mollava la presa: doveva a tutti i costi trovare qualcosa che non andava. Così gli era stato insegnato, questo gli avevano detto e non vedeva perché le cose sarebbero dovute cambiare: «E cosa mi dici di tutti gli scheletri, le streghe, le zucche e la morte?»
«La morte mi sembra ovvio: è il momento in cui inizia l’oscurità, è il momento dedicato ai defunti, è anche il momento in cui tutto finisce per poi ricominciare. Quindi è un modo per lasciare andare tutto ciò che non ci appartiene più e che vogliamo tagliare fuori dalla nostra vita, prima di riprendere più leggeri il nuovo anno. Questa cosa viene appunto rappresentata dal nero, dai ragni che come i serpenti cambiano pelle e quindi sono simbolo di trasformazione, dagli scheletri e via dicendo. Le zucche sono i lumini che ancora oggi hanno lo scopo di connetterci con i nostri cari: una volta non erano zucche, ma rape.
Questa festa ha le sue origini nelle popolazioni celtiche e in Irlanda, quindi partiamo dal presupposto che l’America in tutto questo non c’azzecca niente: al massimo ha avuto un ruolo preponderante in quella che è stata la commercializzazione della festa, ma in sé Halloween non ha niente di americano, bensì è una festa europea e anche italiana, anche se la maggioranza della popolazione italiana ancora oggi lo ignora. E ti dico anche perché è italiana: prima di tutto la morte è una cosa che accomuna tutti, quindi ogni popolo di ogni nazione avrà la sua Festa dei Morti, con le sue tradizioni. Prendi il Dia de Los Muertos o tutte quelle tradizioni che ancora oggi sono vive in Italia: che so, La Festa delle Lümere al nord, o Is animeddas in Sardegna e tante altre.
La cosa bella è che gli stessi Italiani screditano queste usanze, quando in pratica sono le stesse. E sono le stesse proprio perché non solo la morte è un fenomeno naturale che accomuna tutti, ma anche perché I Celti sono stati in Italia e hanno fondato un bel po’ di città, soprattutto nel nord della penisola. Quindi ce ne sarebbe da dire, altro che campagne contro il diavolo e contro l’America!
Tornando a noi: in Irlanda si usava prendere delle rape, svuotarle e inserirvi dentro dei lumini, proprio per facilitare il cammino ai defunti.
Ma con l’arrivo dei primi coloni inglesi e delle persone emigrate in America a causa delle carestie, non essendo presente la rapa, questa trovò come sostituto la zucca, così che la tradizione potesse continuare a vivere. Ed è questa la vera storia di Halloween che tutti continuano ancora a non capire.»
La voce tacque e il buio si fece più fondo: splendeva il falò, unica torcia rimasta, ad illuminare la verità.

©Lucia Boggia