Infiamma il paiolo, infiamma il paiolo
e i corvi svelti prendono il volo!

Gira e rigira la densa mistura,
che linfe vitali ancora cattura!

La scopa che vola, la scopa che va:
forse inver sulla terra poi sta;

che pulire il vecchio ancora poi deve,
così il nuovo raccolto riceve.

E non Il Demonio le zucche tremende,
ma la luce per chi il cammino intraprende:

luce sicura rischiara la via,
per chi desidera la compagnia.

La notte, il buio, l’ombra e la morte
inver non sono la mala sorte:

anima e terra nell’ombra calate
del buio invernale si sono adornate.

Ombra e ferite a comprender s’impara,
ché l’ombra diventa un po’ meno amara:

se abbracci il tuo oscuro più non hai paura,
più non lo respingi e men ne avrai cura.

Ancora i tuoi morti e chi un tempo c’è stato,
in questa notte verrà celebrato.

Si vive e si muore e ancor si risorge,
nel Giro di Ruota che al buio si scorge.

©Lucia Boggia