Prigioniera l’anima
delle antiche catene

nel corpo si dibatte
si ribella e lotta.

Dal sacro sibilante
richiamo chiamata

il verde serpente in
visione ella invoca.

Egli sinuoso al suo
corpo s’avvolge

tenendola stretta
nella stretta sua morsa.

Velenoso morso al
collo s’appresta

ma il veleno lento
va e poi s’arresta.

A catartiche dosi
nel sangue fluisce

finché il suo dono
quel sangue lenisce.

E doppia la lingua
ma non per far male:

degli opposti fusione
equilibrio compare.

Al corpo avvolta
ancora si stringe la

verde serpe che
muta la pelle.

Alla mente soffia la
voce sinuosa:

“Grande dolore la
muta comporta

e fin nel profondo
lo devi sentire.”

©Lucia Boggia

Poesia tratta dalla mia raccolta Muladhara, le mie radici : se ti interessa, puoi ordinare la tua copia su Amazon 😉