Ecco a voi un altro articolo rispolverato!
Fortunatamente questo non richiedeva particolari correzioni.
Qui voglio parlarvi di come la mia vita è cambiata, da quando sono neopagana: cosa faccio o non faccio più, di quali abitudini mi sono liberata, quali sono stati i cambiamenti (alcuni drastici e repentini, altri più graduali) ai quali sono andata incontro e quanto ancora mi resta da imparare.
Premetto che queste sono solo le mie risposte personali al cammino neopagano: ognuno può sentirsi chiamato o meno ad un tipo di sentiero o modo di pensare e di vivere.
Il bello del neopaganesimo, per certi versi, è proprio questo: pur partendo da una base comune, ogni praticante può sviluppare da sé il proprio credo, a seconda delle proprie esigenze e di ciò che più si confà alla propria natura.
Quali sono stati i cambiamenti più importanti e più vistosi di questi ultimi sei anni?
Ve ne parlerò in breve, suddividendoli per paragrafi: cominciamo!
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1. UNA PAGANA FEMMINISTA:
Il Femminismo è stata una delle primissime risposte alle quali sono giunta, studiando il Neopaganesimo.
Chi non conosce questo sentiero spirituale potrà dire:
«MA COSA C’ENTRA IL FEMMINISMO CON IL PAGANESIMO?»
In realtà, anche se non è obbligatorio assumere Il Femminismo come parte integrante del proprio cammino di vita, esso è strettamente legato al Neopaganesimo, in quanto la spiritualità neopagana è nata dalle macerie di tutto ciò che Il Patriarcato ha distrutto: gli antichi riti legati alla Terra, l’amore e la connessione con La Natura e con Il Divino Femminile. E quindi La Spiritualità della Dea.
Tutto ciò che ha a che fare con Il Sacro Femminile, con i ritmi ciclici della Terra e delle donne, con il sangue mestruale, con il valore e l’importanza del Principio Femminino in sé: che sia La Dea, che siano le donne in generale, La Terra, La Natura.
Tutto ciò che ha a che fare con Il Neopaganesimo e con la spiritualità della Dea è strettamente connesso alla riemersione di tutto quello che Il Patriarcato (basato sull’oppressione di tutto ciò che non è conforme alla legge del Maschio Dominante: la diversità in tutte le sue forme e ovviamente le donne) ha distrutto e di conseguenza è connesso anche alla distruzione di tutto ciò che Il Patriarcato promuove (violenza, guerra, violenza di genere, odio nei confronti di chi è “diverso” o di chi la pensa diversamente).
Ho cominciato leggendo ciò che si legge nei primi libri sul paganesimo: la riemersione della Dea, un Principio nel quale ci si è disabituati a credere. O meglio: Un Principio che ci si è disabituati a sperimentare, a vivere, a coltivare.
Ho letto della Dea, di come viene vista nelle varie tradizioni, del suo essere sempre ciclica: dalle mille sfumature, dai mille volti e dai mille nomi, eppure sempre Una. Mutevole e uguale a Se Stessa, come le stagioni, come la luna.
Ho scoperto per la prima volta il segreto del nostro dono mestruale e tutto ciò che per millenni Il Patriarcato ci ha nascosto, occultato e vietato di conoscere: l’ho letteralmente riesumato dalle macerie e l’ho fatto mio.
Ho letto, ho studiato, ho sperimentato e sto continuando a farlo.
Dopodiché, dal lato esclusivamente spirituale, sono passata a quello sociale e personale: partendo da internet, ho cominciato a reperire i primi libri femministi e a farmi una “cultura” di tutto ciò che come al solito non viene mai detto. Perché al Patriarcato (inutile dirlo) conviene tenerci isolate da noi stesse e le une dalle altre e questo isolamento può essere alimentato soltanto da una sana e perdurante ignoranza e disinformazione.
In realtà sono femminista da troppo poco tempo, per comprendere tutto ciò che c’è da sapere, ma so che aspiro ad un tipo di femminismo diverso da quello radicale e materialista: un Femminismo Spirituale, in cui nessuna sorella distorca il naso perché non si è scelta la strada che il gruppo dominante ha scelto e in cui donne e uomini cooperino affinché un giorno la tanto agognata distruzione del Patriarcato possa vedere la luce.*
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2. L’ONNIVORA CONVINTA DIVENTA VEGETARIANA:
Ebbene sì: dopo un po’ che ho iniziato a leggere e a studiare cosa sia il Neopaganesimo, ho cominciato a farmi due domande.
Il Neopaganesimo è La Religione della Terra e della Natura e i suoi praticanti sono coloro che mettono La Natura al primo posto, in quanto Sacra e in quanto Divinità: tutto ciò che è legato alla Dea e alla sua spiritualità è sacro, tutto ciò che ha a che fare con Madre Terra, con La Natura, con gli animali e con tutte le altre forme di vita è sacro e inviolabile.
Un pagano serio e sincero tiene conto di tutto ciò: non va in giro a celebrare, per poi promuovere l’inquinamento, le discariche di plastica che occupano ormai il posto di mari, fiumi e oceani o qualunque altra forma di tossicità o violenza.
O comunque cerca di essere il più rispettoso possibile nei confronti di tutto ciò che è espressione della Divinità.
Partendo da questo presupposto, mi sono detta:
«E PERCHÉ CONTINUARE A MANGIARE GLI ANIMALI? QUAL È LA MIA COERENZA? SE IL CREDO PAGANO È L’AMORE NEI CONFRONTI DI TUTTI I VIVENTI, QUALE AMORE DIMOSTRO, IO, NEL MANGIARE CHI PER ARRIVARE NEL MIO PIATTO NON SOLO VIENE UCCISO, MA PRIMA DI ESSERLO È TORTURATO E MASSACRATO SENZA PIETÀ?»
Ovviamente non sto dicendo che tutti i pagani debbano essere vegetariani o vegani, né che la strada da me scelta sia l’unica giusta: è semplicemente una delle tante risposte che questo sentiero ha voluto offrirmi, ed io mi ci sono tuffata senza pensarci due volte.
In realtà all’inizio non è stato così semplice: ero solo per metà uscita “Dall’armadietto delle scope”, come si suol dire (un modo per dire che mi sono apertamente dichiarata neopagana, almeno in famiglia), e anche quando è venuto fuori del tutto, non è stata una passeggiata.
Sono uscita allo scoperto troppo presto, in parte perché già in generale nella mia vita ero stanca di fingere di essere la persona che non ero, così ho deciso di giocarmela fino alla fine, ma è stato un disastro: alcune cose non erano ancora chiare nemmeno a me e non avevo gli strumenti necessari per spiegare alla mia famiglia che nulla facevo di male o di sbagliato, se non seguire un sentiero diverso.
È stato nel dicembre del 2019, giusto poco prima della pandemia: da allora non si è più toccato l’argomento, ma ho speso il tempo che avevo per comprendere che dovevo imparare ad essere me stessa, a prescindere dal loro pensiero, ma contemporaneamente cercando di comprenderlo.
E quindi… già è stato un trauma scoprire (per loro) e rivelare (per me) di essere pagana: come dire che volevo diventare vegetariana perché pagana?!
Ci ho provato all’inizio, ma la mia tenacia e il mio coraggio non erano abbastanza forti, così mi limitavo ad essere vegetariana per soli tre giorni al mese, quando mi vedevo con il mio compagno.
Proprio nel dicembre del 2019, approfittando della distrazione creata dai convivi familiari, ho cominciato a bandire gli animali dal mio piatto, finché poi a gennaio ho capito che dovevo manifestare totalmente la mia nuova essenza e la mia vera volontà: da allora sono apertamente e ufficialmente vegetariana, anche se quasi nessuno in famiglia conosce ancora il vero motivo.
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3. UNA “COSCIENZA PIÙ SOSTENIBILE”?
Uso di proposito l’espressione “coscienza sostenibile” invece che “vita o stile di vita sostenibile”, perché penso che lo stile di vita e il modo di pensare cambino solo dopo aver attraversato un passaggio ad un livello diverso di coscienza, cosa che per me è avvenuta appunto cercando di vivere il mio sentiero spirituale più a fondo e con una coerenza e una consapevolezza diverse rispetto a quelle che avevo qualche anno fa.
Devo dire che questo è forse il punto in cui ho riscontrato più difficoltà e ancora lunga è la strada: non sono mai stata il tipo che getta le carte per terra o lancia le gomme e altri rifiuti organici dal finestrino della macchina, ma fino a poco tempo fa non mi sono mai fatta il problema di mescolare i rifiuti o di fare due passi in più verso il balcone, per gettare una determinata cosa nel cestino appropriato.
Coltivando il Neopaganesimo sono un po’ cambiata: non lascio più cadere i capelli nello scarico del lavandino, ogni volta che faccio lo shampoo, ma li raccolgo con un po’ di carta e li getto nella spazzatura;
il cestino sotto la mia scrivania da qualche anno ospita tre buste diverse: una per la carta, una per la plastica e una per l’indifferenziato, per poi svuotarle nei cestini appostiti quando si riempiono. Non vi getto i rifiuti organici che vanno direttamente nel luogo ad essi deputato;
ho sostituito lo spazzolino di plastica con quello di bamboo e devo dire che mi trovo molto bene: è solo questione di abitudine;
per la spesa grossa uso direttamente il carrellino, mentre per i piccoli acquisti cerco di non dimenticare mai le buste di stoffa o quelle riutilizzabili. E in generale cerco di preferire le confezioni di carta a quelle di plastica.
L’uso attento dell’acqua, cercando di non sprecarne più del dovuto, è invece parte di me già da prima che il paganesimo entrasse nella mia vita.
Tra i miei prossimi propositi c’è quello di provare lo shampoo solido e di passare agli assorbenti lavabili, mentre purtroppo con il sapone e il detersivo sono ancora molto sprecona, ma cercherò di migliorarmi.
Come ho detto: questo punto è quello che mi richiede più lavoro al momento, ma ho fiducia e so che riuscirò a mettere in pratica la mia spiritualità nella vita di tutti i giorni con una coerenza e una consapevolezza sempre maggiori.
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4. UN DIVERSO APPROCCIO ALLA VITA:
Dopo il riscontro ideologico, alimentare ed ecologico, non poteva mancare la lezione di vita a livello interiore, emotivo, psicologico e spirituale: essere neopagana ha cambiato interamente il mio modo di vedere e di pensare e in generale il mio modo di reagire alla vita, alle sue prove e ai suoi cambiamenti.
Come ho scritto e ribadito più volte, sono approdata al Neopaganesimo dopo aver intrapreso un duro e difficile percorso psicologico, che mi ha letteralmente sconquassata la vita: tutto ciò che sapevo di me stessa, su me stessa e sul mondo che mi circondava è stato totalmente messo in discussione e mandato in frantumi.
Ho duramente lottato con la Mia Ombra, con tutto ciò che ho sempre nascosto in me stessa, per il timore di essere realmente me stessa e di amarmi e accettarmi esattamente così come sono.
Mi sono disfatta di tutte le cose, le persone e le situazioni che mi legavano e che mi stavano facendo del male e ciò mi è costato non poco, ma alla fine sono riuscita a gettare via la maggior parte delle maschere, tra cui quella spirituale, approdando al mio vero sentiero: il Neopaganesimo.
Il Neopaganesimo mi ha fornito le stesse identiche risposte della psicologia, ma ad un livello diverso e più profondo: praticando costantemente con la danza delle stagioni, ho notato che adesso sono più forte e riesco a lasciare andare più facilmente ciò che non va nella mia vita.
Sono riuscita a comprendere il concetto del non attaccarsi a niente, tanto in voga anche nel Cristianesimo e nelle religioni orientali, ma ne ho compreso la vera essenza e il vero significato: non bisogna attaccarsi a niente, non perché la materia e tutto ciò che fa parte dell’essere umano sia vile e degradante, ma perché proprio in quanto natura prima o poi tutto ciò che è parte di noi e di questo mondo è destinato a morire, per poi rinascere in una nuova forma.
Proprio come ci insegna La Ruota dell’Anno.
Non che adesso sia una saggia scesa in terra, assolutamente, ma riesco a gestire meglio le mie questioni personali: riesco a dire “addio” a ciò che non mi appartiene più, riesco ad accettare una notizia non proprio positiva con la giusta disposizione d’animo (per quanto la situazione me lo permetta), riesco a disfarmi senza rimpianti di vestiti e oggetti vari che appartengono al passato o che non mi servono più, posso fare fronte al distacco in generale (la fine di un legame, il distacco da una situazione precedente o da uno stile di vita) con più facilità, riesco a lasciare andare con più serenità.
Ovviamente non sempre lo faccio in maniera impeccabile: i momenti “no” esistono, così come gli alti e i bassi e le crisi che in realtà servono solo ad aprire nuovi spiragli e possibilità, ma sono molto più forte che in passato.
Ho praticamente creato da zero il mio concetto di autostima e ci sto lavorando, così come sto lavorando sul concetto di “indipendenza interiore”, perché se non c’è quella non vai da nessuna parte: puoi guidare, avere uno stipendio fisso e vivere da sola/o in una villa a quattro piani, ma vivrai sempre scappando da te stessa/o e dalla tua Ombra e nel costante timore di ciò che gli altri pensano di te.
Infine sto imparando a guarire le mie vecchie ferite, per trasformarle nei miei punti di forza.
Questa è la ricchezza di cui mi ha travolta il cammino neopagano e ogni giorno ne faccio esperienza in sfumature sempre nuove e diverse: sono davvero grata per ciò che La Dea mi ha donato e spero che anche voi, in qualunque punto del vostro percorso vi troviate, possiate trovare le risposte che potranno rendervi felici e fiere/i di voi stesse/i e della vostra vita.
©Lucia Boggia
*In questo e altri punti il mio pensiero è abbastanza cambiato: mi sono avvicinata a visioni diverse, sono maturata sia spiritualmente che mentalmente e alcune cose che ho scritto qui non le penso più, ma credevo fosse comunque importante riportare anche questo articolo, per darvi un’idea di cosa sia realmente il paganesimo o la Spiritualità della Dea e quanto possa davvero cambiare la vita di chi abbraccia questo sentiero.
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