-Crogiolarsi nella propria soddisfazione, compiacersi senza trascendere… fissare quelle pagine, tutti quei colori e pensare… ce l’ho fatta, quanto ho raccolto in questo giro? Sono davvero fiera di me…

-Alt, pericolo! Crogiolarsi sì, ma fai attenzione a non scadere nell’ampollosità: di strada ne hai ancora tanta da fare!
Non cullarti sugli allori! E soprattutto… hai dimenticato che è vero, tutto quello che vuoi tu, ma il libro in questione non è ancora stato pubblicato?

-E mammamia! Una volta, per una volta che mi complimento con me stessa per il lavoro svolto: sì, voglio “frusciarmi”, come si dice a Napoli…
Sono brava, sono troppo grande e ho il diritto di esserlo, ho il diritto di sentirmi grande.
Grande per me, senza trascendere.
Un bel premio, un riconoscimento.

-Ah, finalmente te lo dici!

-E allora che vuoi? Era quello che dicevo: riconoscere il mio valore, non mettermi sul piedistallo… quando mai sono stata il tipo? Tutt’al più sul piedistallo ci ho messo sempre gli altri… e poi abbiamo visto che fine ho fatto: ero la base di quel piedistallo, schiacciata da tutto l’immane peso che gli altri si concedevano ed io… niente.
Per una volta, una volta mi riconosco il valore che merito. E lo merito.
Non perché sono chissà chi, ma perché sono me stessa. E sono un essere umano. Che ha il diritto di essere felice.
E allora… allora scorro le pagine del mio sito, osservo le immagini colorate, poi penso al mio libro, vedo che a parte qualche imprecisione da rettificare… è pronto, è pronto, pronto ad uscire!

-Ma che, stai partorendo?

-Sì, esatto: sto partorendo! Che credi, che solo gli esseri umani possano essere partoriti? Che solo ai “cuccioli d’uomo” sia riservato questo diritto? Che poi, di diritto, non so se si possa parlare, ma qui sfociamo in altro e non è il momento.
Sì, sto partorendo, sto per partorire: ti rendi conto????

-Nooooooo! E che ne so io del parto? Biologico o non biologico che sia, di esseri umani, animali o idee, progetti e quant’altro: che vuoi che ne sappia? Mai partorito in vita mia: è la prima volta, il mio primo figlio!!!
E con questo bel sito a far da cornice… sarà la sua meravigliosa incubatrice, la sua culletta, il ventre e il seno su cui cullarlo… la calda coperta nella quale sarà avvolto!
E poi… ne verranno altri!

-Ma non eri contro la maternità a tutti i costi, contro tutte queste cose patriarcali delle donne come incubatrici?

-Ma cos’hai capito? Figli, figli letterari! Ti rendi conto? Stiamo per diventare madri!

-Madri? Entrambe? Ma… possiamo?! Non è contro la “legge”, contro tutto ciò che chi è “giusto” crede sia folle, sbagliato, contro natura… un abominio?!
O solo perché sono figli letterari, possiamo essere compagne e due madri degli stessi figli allo stesso tempo? E dicendo così non significa che solo i figli biologici e gli esseri umani sono considerati figli? Non significa, ancora una volta, cadere nella trappola patriarcale del fare i figli a tutti i costi, de “Le donne senza figli sono donne a metà”?

-Oh, basta, basta, basta! Crogiolati pure nella tua soddisfazione, ma smettila di lambiccarti il cervello! Era nato come sfogo positivo, in un momento di gioia e soddisfazione, e allora sii gioiosa e soddisfatta! Che mica devi far polemica sempre? Queste femministe! Sempre lì pronte a puntare il dito!… Un po’ di gioia, suvviaaaaaa!

-Va bene, ho capito: ero partita gioiosa e soddisfatta e tu mi hai stroncato, perché secondo te ero troppo felice e soddisfatta. Allora che devo fare?

-Seguire l’Aurea Mediocritas: segui quella e non sbaglierai mai.

-Ah, sì… Orazio? O era Mandalorian?

-Sì, dai, ho capito: «Questa è la via».

©Lucia Boggia