Lo Spicchio di Luna era ormai al suo Primo Quarto: esso riluceva come non mai e con il suo Splendore illuminava la notte intera.
Maiden sapeva che il suo tempo stava per giungere: La Falce era Il Segno.
Il Segno che ogni cosa stava cambiando, che Il Serpente dentro di lei finalmente si stava destando dal suo sonno millenario.
Maiden era il suo nome, ma ella sapeva che ben presto sarebbe cambiato: da secoli ormai attendeva ai Misteri e al Sacro Ufficio di Vergine Sacerdotessa e sapeva che finalmente qualcosa nel suo Sentiero stava per cambiare.
Sapeva che una curva stava tracciandosi nel suo sentiero.
Il Primo Quarto scintillava magnifico nel suo Potere e, in un istante, Il Dono che ella stava aspettando giunse al suo cospetto.
Dalla finestra trilobata del suo castello Maiden vide apparire una Donna Misteriosa: ella era ricoperta di un abito nero tutto traforato, nel quale appena si distinguevano delle piccole venature blu.
Piccole strisce filanti, come capelli che docili ricadevano sulla Veste Oscura.
Bianca la pelle, che a malapena Maiden riusciva a vedere, mentre folti e scuri capelli le ricadevano lunghi sul viso e dietro la schiena, facendo da prolungamento e da strascico al vestito che La Donna indossava.
Infine un velo, anch’esso nero e blu, le copriva l’intero volto e ricadeva leggermente all’indietro.
Dai trafori finemente lavorati La Vergine riusciva a stento a vedere lo sguardo intenso di quegli occhi corvini, anche perché il suo desiderio era attirato piuttosto da ciò che La Donna portava tra le mani: Il Dono ch’ella, secondo I Segni della Luna, quella sera le offriva.
Le candide mani della Donna Velata custodivano, e allo stesso tempo porgevano, un meraviglioso e scintillante calice d’argento: esso conteneva il Dono della Vita, dell’Immortalità, della Rigenerazione e della Saggezza.
Maiden, con un gesto quasi rituale, s’affacciò per osservarne bene il contenuto: eccolo, L’Elisir di Lunga Vita!
Rosso come Il Sangue, era pronto ad immolarsi per lei: Maiden afferrò tremante La Coppa dalle mani dell’altra, quindi se la portò alle labbra, avida e ansiosa di tornare alla sua Antica Saggezza.
Una Saggezza che, tra non molto, avrebbe cominciato a scorrere secondo una diversa traiettoria.
Ma questo alla giovane non dispiaceva e, nel frattempo, s’abbeverava alla Fonte della Vita.
Quando ebbe finito porse di nuovo Il Calice alla Donna Velata, che le disse:
“Maiden, il tuo sentiero sta per cambiare. Lentamente, ma sta per cambiare. Vedi anche tu che I Segni dell’Astro Argenteo ti portano verso un Destino diverso.”
“Sì, lo capisco.”
“Non devi capirlo: devi sentirlo. Devi sentirlo e percepirlo, perché solo così potrai averne davvero consapevolezza.
Hai seguito il Sentiero della Vergine Sacerdotessa troppo a lungo: è il momento di volgerti a qualcosa di diverso.
Non di più importante, attenzione: perché La Saggezza Interiore è fondamentale, se si vuole giungere alla Saggezza Creatrice.
La Saggezza Creatrice comprende e racchiude in sé Il Sapere Interiore del Sacerdozio, ma lo mette al servizio degli altri, non solo della propria Crescita Interiore.
E dunque è ora che tu cominci ad avviarti verso Il Sentiero della Madre.
La Madre che crea, che nutre, che dona la Vita.
Tra non molto I Segni della Luna muteranno e tu attenderai Il Tuo Dono, quando Essa sarà Invisibile agli occhi dei più.
Ma tu che conosci L’Arte e che sei Figlia della Luna, saprai riconoscerla e ringraziarla per il Dono che ti avrà offerto.
Tra non molto sarai pronta per accedere ai Misteri della Madre e della Creazione: non sarai più L’Ancella della Luna Rossa, che d’altra parte hai già smesso di seguire.
Ora sei tra i due sentieri: un piede ancora immerso nel tuo Antico Cammino, ma l’altro già teso verso Il Nuovo.
Tra non molto tu diventerai L’Ancella della Dama Bianca, poiché pieno sarà il tuo ventre, proprio come L’Astro che gravido riluce in cielo.
E allora Maiden tu diventerai Madre.
Accogli Il Tuo Dono, accogli Il Tuo Destino.”
La Donna Velata sparì, così com’era apparsa, riportando con sé Il Calice vuoto.
(Continua…)

©Lucia Boggia