Questo racconto è il seguito del precedente

Maiden e il sentiero della Madre

“È tutto pronto per L’Iniziazione?”
“Quasi: manca poco e Gli Antichi Misteri saranno svelati.”
L’antico torrione svettava scuro nella notte, celando nella sua misteriosa cortina ciò che non doveva essere mostrato: al suo interno un cerchio di donne velate si preparava a celebrare La Novizia.
Nel mezzo del cerchio era un antico obelisco, scanalato e adornato con motivi floreali, sulla cui sommità campeggiava Il Calice Sacro: nel suo oro abbagliante, esso presentava tuttavia, una superficie perfettamente limpida, liscia e cristallina, tale da potersi vedere il liquido al suo interno.
L’Elisir di Lunga Vita: così veniva chiamato dalle Sorelle, poiché esso elargiva il dono della Conoscenza, della Saggezza e dell’Immortalità a qualunque Donna si fosse avvicinata a quel calice.
La Più Anziana tra le Donne si fece spazio nel cerchio, posizionandosi al centro, vicino all’obelisco: “Mie care,” esordì “questa notte celebriamo L’Iniziazione nel nostro Cerchio di una Nuova Sorella dedita al Culto della Madre.
Ella berrà dal Calice Sacro il Rosso Sangue che scorre nel suo ventre e nel ventre di ognuna di noi: stanotte una Vergine Sacerdotessa verrà iniziata al Sentiero della Madre Creatrice.
Dal Cerchio Gravido e Lucente al Nero solo a noi visibile: in questo tempo, quando L’Astro della Dea avanzerà nel suo velo oscuro, Ella si unirà a noi per bere L’Elisir di Lunga Vita.”
La Donna vestita di nero fece una pausa, quindi avanzò verso il lato destro del cerchio, pronta ad accogliere al suo interno La Nuova Ancella della Madre.
“Da oggi non sarai più Maiden, La Vergine devota al Sacerdozio: oggi tu diventi Modron, La Grande Madre Creatrice, entra nel Cerchio!”
Le tese il braccio, lei lo afferrò e venne dolcemente spinta all’interno del Cerchio: La Legatura stava per essere celebrata.
Ai lati stavano due celebranti: una prese Il Calice, versando un po’ del sangue in esso presente sui polsi della Donna e dell’Inizianda.
L’altra aveva tra le mani tre nastri intrecciati, di tre colori diversi: uno rosso, uno bianco e uno nero.
Non appena il sangue fu sui polsi delle due donne, la prima celebrante li strinse forte uno sull’altro, mentre la seconda intervenne:
“Modron, Figlia della Madre, Ancella della Dama Bianca: da oggi sarai legata alla Dea e a questa Sorellanza attraverso Il Giuramento di Sangue.
Alla più Anziana di noi simbolicamente ti lego, con questi tre nastri intrecciati: Il Rosso, Il Colore della Madre nella sua Splendente Pienezza.
Il Bianco, Il Colore del Sacro Femminino che hai deciso di abbracciare.
E Il Nero, Il Tuo Sangue Sacro che da adesso in avanti, verrà a farti visita nel tempo di Lilith.”
Fece un primo nodo simbolico, unendo il polso della giovane a quello dell’Anziana, quindi si fece da parte, lasciando spazio alla compagna che strinse un secondo nodo.
“Legandoti simbolicamente alla Nostra Maestra, ti leghiamo alla Dea Nostra, Madre di tutto ciò che esiste:

“Ciò che è in basso è come ciò che è in alto
e ciò che è in alto è come ciò che è in basso
per compiere i miracoli della cosa unica.”

Le Sorelle ripeterono in coro:

“Ciò che è in basso è come ciò che è in alto
e ciò che è in alto è come ciò che è in basso
per compiere i miracoli della cosa unica.”

Le due celebranti e L’Anziana dissero:
“Così sia, benedetta sia la nostra nuova Sorella.”
E le altre: “Benedetta sia la nostra nuova Sorella.”
Le due celebranti sfilarono i nastri dai polsi delle due donne, senza scioglierli, quindi L’Anziana prese Il Calice e lo porse a Modron:
“Perché L’Iniziazione sia completa, io ti porgo, Sorella Modron, L’Elisir di Lunga Vita:
abbeverati alla Sua Sacra Fonte, affinché sia in te Il Mistero della Madre.”
La giovane bevve dal Calice, che rimase simbolicamente tra le mani della Donna Velata.
Quando scostò le labbra assetate, La Maestra le stampò un bacio sulla fronte, poi ognuna delle Sorelle, a turno, fece lo stesso.
Ce l’aveva fatta: era una di Loro.
La Maestra prese la parola per l’ultima volta:

“Il Cerchio è aperto, ma non distrutto.”

E Le Sorelle:

“La Pace della Dea sia sempre nel tuo cuore:
felici ci incontriamo, felici ci separiamo
e felici ancora ci rincontreremo”

Il Cerchio si sciolse: l’antico torrione regnava ancora nella notte oscura e La Luna, nella sua veste nera, sorrideva alla sua nuova Ancella.

 

©Lucia Boggia


[1] Tavola di smeraldo, Ermete Trimegisto

[2] May the circle be open, canto pagano