Lentezza
il mio corpo strano si muove
astronauta nello Spazio
il nuovo ritmo
cerca di capire
Memoria svanita
memoria da ricostruire
ciò che era non è più
eppure è ancora
Ciò che è mi tocca con mano
ma nella mente non è ancora
come Il Velo del non tempo e
del non luogo
la calda fecondità celebro
nel grembo oscuro di me stessa
Nel punto opposto della Ruota
nel buio da cui ogni luce
nasce
lì vedo arrivare
la mia primavera
©Lucia Boggia
Poesia tratta dalla mia raccolta “Muladhara, le mie radici”: puoi ordinare la tua copia su Amazon!

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