Eccoci qua: oggi voglio riprendere un po’ a parlare di come è iniziato il mio viaggio nella scrittura.
È da un po’ che ho messo in pausa questa rubrica, perciò per rinfrescarci la memoria, lascio di seguito i link delle prime due parti.

Com’è cominciata – Parte Prima – Parole a vanvera, o quasi…

Com’è cominciata – Parte Seconda – Le origini dello Spin off

Nella prima espongo i motivi generali che mi hanno spinta a scrivere, nella seconda di come da un approccio più intimo sui diari sono giunta alla parte creativa, inventando storie alternative sui miei cartoni animati preferiti.
E adesso?
Adesso c’è lei: La Fase “Potteriana”.
Eh già: chi non è stato vittima della magia del mondo di Harry Potter?
In realtà oggi non sono una grandissima fan della saga e forse non lo sono mai stata del tutto: ho letto solo il primo libro, che mi fu regalato al mio tredicesimo compleanno, e i film a un certo punto mi hanno stancata.
Erano la solita cantilena manichea del bene contro il male: ogni anno si torna ad Hogwarts, all’apparenza va tutto bene, poi Voldermort trova sempre un modo per entrare e dare fastidio e poi ovviamente Harry che è solo un ragazzino (anche a diciotto anni si è ancora ragazzini) tira fuori il suo asso dalla manica e fa di nuovo apparentemente fuori (la ripetizione è voluta) il cattivo.
Che poi di tanto in tanto c’è qualche tragedia, tipo Cedric che muore, Silente che viene ucciso eccetera… ma in effetti ciò che si racconta è sempre la stessa storia.
Certo, i più grandi fan di Harry verranno a dirmi che se avessi letto i libri potrei forse pensarla diversamente. E in un certo senso darei loro ragione: odio i rifacimenti, odio le trasposizioni cinematografiche, e se solo un giorno dovessi diventare famosa, assolutamente rifiuterei qualsiasi rifacimento.
Scrivo per un motivo: se avessi voluto fare cinema avrei preso una strada diversa.
Ma su un punto non arretro: che è vero che i film hanno condensato e in qualche caso stravolto la storia, ma i libri su quello si fondano. La storia sarebbe stata la stessa, anche se l’avessi letta nei libri. E sono sicura che a un certo punto avrei mollato anche quelli.
Stoppai la mia Pottermania al quarto film. Poi fui “costretta” dalla compagnia del tempo a vedere il sesto, senza aver visto il quinto. Poi, sempre perché in compagnia di amici, vidi la prima parte del settimo. A quel punto, per curiosità e per coerenza, decisi di recuperare il quinto e di vedere l’ultimo. E questi, devo dire, che mi colpirono. Non tanto però da spingermi a tornare al vecchio amore e leggere i libri.
Ma la mia adolescenza… quella sì, fu praticamente invasa dalla Fase Potteriana. Alla quale non scampò nemmeno la scrittura.
Ancora una volta con mia cugina si passò quindi dai cartoni alle avventure di Harry, Ron ed Hermione: e quanti, quanti film mentali su quelle avventure!
Io e mia cugina non solo fummo le pioniere degli Spin-off, ma anche delle ormai famosissime Fan fiction: chi non ha mai voluto vedere Hermione e Draco insieme?
L’apice della lotta manichea, di quel famoso pensiero duale oppositivo di cui ultimamente parlo tanto: Grifondoro e Serpeverde?
E poi tutta una serie di “pettegolezzi” tra Hermione che comunque si invaghisce di Harry, Harry che si innamora di Cho Chang e Angelina e Oliver Baston… tutto tra incantesimi e magia, tra intrecci e battute prese in prestito da film, cartoni e serie televisive…
Ma lì, proprio lì, in tutto quel caos e baccano, in tutti quegli intrecci insensati e pure ricchi di sfumature… lì è esplosa davvero la mia passione.
Lì ho cominciato a gettarmi a capofitto nella mia fantasia, lì ho cominciato a mettere a frutto le mie capacità, il mio dono, il mio talento.
Per quanto in generale non apprezzi le saghe, per quanto non abbia amato così tanto Harry Potter, resta comunque la mia pietra filosofale: la pietra che ha sciolto i grumi avvolti dentro di me, per trasformarli in quello che adesso sto cercando di realizzare come mio solo, vero ed unico lavoro.
La scrittura.
Dunque a modo mio voglio dire grazie ad uno dei maghi più famosi del mondo, alla sua compagnia e alla sua creatrice. Perché senza tutto questo probabilmente non sarei qui.

©Lucia Boggia