E finalmente ci tuffiamo nelle avventure di Elizabeth Bennet: avevo dimenticato lo strano effetto di leggere un libro più di una volta…
È come se, ad ogni nuova lettura, ad ogni nuovo sguardo, ti colpisse qualcosa di diverso e ci fosse un mondo o una storia del tutto diversa ad aspettarti.
Mi era già capitato, ma negli ultimi anni il mio impegno di lettrice è abbastanza calato, almeno per quanto riguarda letteratura e romanzi in generale.
Soprattutto… il mondo di Elizabeth Bennet per me ormai era quello impersonato da Keira Knightley, Matthew Macfadyen e Rosamunde Pike. E quando ho riaperto il libro, quando ho sfogliato quelle pagine, non ho potuto fare a meno di immaginare i personaggi con i loro stessi volti e le loro voci.
Certamente, molto del libro è andato perso nel film: molte scene sono state tagliate e condensate in una sola e persino alcune battute sono state messe in bocca ad altri personaggi.
Tutto questo però non ha affatto disturbato la mia lettura, perché è stato un immenso piacere tornare in quel mondo, ai tempi in cui nonostante nella mia vita fosse già cambiato tutto, vedevo ancora molte cose in maniera diversa. Favoleggiavo, mi attardavo in visioni illusorie… il che, se da una parte mi ha portato molte volte a rompermi le ossa, dall’altra oggi rappresenta quello specchio che finalmente si è infranto, permettendomi di percepire la realtà in maniera diversa.
Più che altro è stato un riportare alla luce i reperti storici della mia vita, per ricordare che non importa cosa sia successo: tutto ciò che ho vissuto mi ha portato dove sono adesso, alla persona che sono e al mio nuovo sentiero di consapevolezza e guarigione.
In più… sapevo cosa sarebbe accaduto, quindi non vedevo l’ora di passare alla scena successiva. E quando poi subentrava un dettaglio, un dialogo, uno scorcio che ormai non ricordavo nemmeno più esistesse, dicevo tra me e me: «È vero, lo avevo dimenticato!»
Tra l’altro, la storia di Elizabeth e Darcy nel libro è posta in maniera molto diversa: scorrendo le pagine ti rendi conto che i sentimenti di Darcy subiscono un lento e sotterraneo cambiamento.
Non passa dall’orgoglio cinico all’amore tutto in una volta, ma quel sentimento viene alimentato da simpatia, stima, piccoli sguardi o conversazioni.
E nonostante tutta la parte su Jane e sul Signor Wickham sia trattata nel film in maniera molto più sbrigativa, tanto che leggendo il libro ne viene cambiato anche un po’ il senso, la pellicola risulta comunque abbastanza fedele alla storia generale.
Che dire… questa lettura è stato un vero e proprio tuffo nel passato, ma se nel lontano 2010 ne avevo colto esclusivamente la sfumatura romantica, sfogliando oggi le pagine di Jane Austen ho percepito davvero tutta la critica alla società inglese dell’epoca e tutte le ingiustizie delle quali purtroppo ancora oggi noi donne siamo vittime.
Dall’educazione, all’essere continuamente fonte di pettegolezzi, al matrimonio (all’epoca fatto ancora più importante) come unica fonte di stabilità e felicità, ai pericoli che corriamo di essere insidiate dal malintenzionato di turno, alla competizione tra donne alla quale ci abituano da quando siamo bambine.
Questo è stato il dono che mi ha portato la rilettura di uno dei libri più importanti della letteratura inglese.
©Lucia Boggia
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