Finalmente riesco a mantenere la promessa fatta tempo fa: apro la mia rubrica sul ciclo mestruale.
Parleremo di mestruazioni, di ciclicità, di come imparare ad armonizzarci con le energie di ogni fase, così da vivere al meglio la nostra quotidianità.
C’è da dire che io stessa ho ancora tanto da imparare: riprendo solo adesso, dopo essermi presa una lunga pausa, a ricercare la connessione con le mie fasi cicliche e con le loro energie.
Il lavoro con la spiritualità non è mai facile: spesso è irto, arduo e ricco di sfide.
A volte ci sorprende con un’ondata di crisi, che poi sta a noi attraversare per sciogliere i nodi.
E non sempre si riesce a conciliare il tutto con la propria quotidianità: il mio pensiero personale, benché io stessa trovi spesso difficile metterlo in pratica, è che gli insegnamenti della Dea vengano attuati giorno dopo giorno. Nella nostra quotidianità, nella nostra vita, nei nostri gesti e nelle nostre relazioni.
Ora vengo proprio da un periodo come questo, di difficoltà nel riuscire a gestire ogni cosa, così mi sono ripromessa di tornare a quella connessione, per viverla ogni giorno.
Tengo anche a precisare che, proprio perché sto ancora imparando (nonostante abbia iniziato a lavorare sul mio ciclo già quasi sette anni fa), non ho la pretesa di dichiararmi un’esperta e ciò che leggerete sarà solo il frutto della mia esperienza combinata allo studio e alla lettura.
Detto questo, cominciamo!
Nella nostra società il ciclo mestruale viene considerato una piaga, un tabù, qualcosa di cui vergognarci: esso rappresenta l’onta dell’essere donne. E dunque (secondo la mentalità patriarcale veicolata in particolar modo dalle religioni ufficiali) dell’essere peccatrici, portatrici di caos e distruzione, figlie di Eva.
In realtà non è sempre stato così: questa è una distorsione nata “solo” qualche millennio fa, ma prima di allora il nostro essere donne e cicliche e il nostro sangue erano considerati sacri. Un dono divino.
Il nostro sangue è sempre stato un importante veicolo di comunicazione con la Divinità, con la terra e con la natura: esso rappresenta la rigenerazione del nostro corpo, la vita e la rinascita. La crescita di una nuova pelle, sotto quella vecchia.
Con il sangue rinnoviamo il nostro utero, che in mancanza di una fecondazione, espelle l’endometrio attraverso le mestruazioni: è un vero e proprio atto di rinascita e di iniziazione alla nuova vita.
Una nuova versione di noi stesse ci aspetta ogni mese: una nuova possibilità, una nuova via, un sentiero tutto da vivere e da esplorare.
Un sentiero che ci donerà ricchezza e saggezza, poiché il nostro essere donne e il nostro sangue sono un’enorme fonte di potere. Un potere che, proprio per questo, viene soppresso e limitato. Un potere che viene ridicolizzato, demonizzato e dal quale siamo state strappate.
Perché se lo abbracciassimo, diventeremmo padrone di noi stesse e quindi non più sottomesse, non più imprigionabili. Saremmo inarrestabili.
Ed è questo che mi auguro possa accadere, un giorno.
Iniziare a riappropriarci del nostro potere, tornare a reclamare il nostro sangue come nostro.
Come un dono divino e prezioso, fonte di saggezza.
Come ho scritto non sono un’esperta, né un’insegnante e di certo ci sono persone molto più competenti di me: il mio intento non è quello di formare coscienze, né di ergermi su un piedistallo.
Piuttosto, partendo dall’esigenza di tornare a quella connessione sacra dalla quale ci hanno strappate, spero di poter gettare un seme. Un seme che voi potrete poi fare vostro, magari informandovi a vostra volta, leggendo, cercando persone che possano soddisfare i vostri bisogni e la vostra sete e fame di conoscenza e verità.
Quella verità che ci hanno taciuto e che tuttora ci tengono nascosta.
Quella verità che abbiamo il diritto di riprenderci, per incarnarla nella nostra vita di tutti i giorni e in ogni nostro passo.
©Lucia Boggia
Immagine in evidenza: Venere di Laussel
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