Continuando sulla scia di ciò che ho scritto ieri, anche oggi si parla di Femminismo.
Cos’è il Femminismo? Perché fa così tanta paura? Perché essere femministe e femministi?
Sì, perché il Femminismo non è una cosa “per sole donne”. Non è una “Cosa da donne” e non è nemmeno, come molti di noi ancora credono, una sorta di delirio di onnipotenza delle donne che vogliono fare fuori “i maschi”.
Un tempo anche io lo pensavo. O meglio: ero tra quelle persone che pensavano che il Femminismo fosse un nemico, un qualcosa di troppo estremo, un qualcosa da distruggere.
Nonostante questo, più o meno inconsciamente, vivevo le solite ingiustizie che in certi casi (non per sminuire) solo noi donne subiamo e conosciamo: nel piccolo e nel grande, alcune cose sono strettamente “riservate” a noi donne.
Perché Il Patriarcato è nato con lo scopo di sottometterci.
Parlo di donne, ma anche di tutte le altre persone e specie viventi assoggettate alla smania di potere, di dominio, alla violenza e alla guerra perpetrate dal “maschio dominante”.
E non è una questione di donne contro gli uomini: è un dato di fatto che il patriarcato si fondi su questo, sul potere del maschio, sul suo assoluto controllo nei confronti di chi pensa essere inferiore: ovviamente noi donne. Poi tutti gli altri che non collimano con il modo di pensare eteropatriarcale.
E dunque la comunità LGBTIQ+, chiunque appartenga ad un’etnia diversa, chiunque professi un credo diverso da quello “ufficiale”, chiunque si prenda la libertà di dire la sua, e purtroppo anche chi non può diversamente comunicare i suoi bisogni, alla maniera “umana”, per così dire: gli animali e in generale il nostro pianeta.
Sono per il diritto di pensiero, di parola e di professare il credo che si vuole, ma una cosa si deve dire: le religioni patriarcali ufficiali sono state tra i fattori principali della nascita e dello sviluppo di tale modo di pensare.
Il Dio maschio onnipotente ha dato all’uomo lo scettro: prima viene l’uomo, poi tutto il resto.
L’uomo ha il comando sulla terra, sugli altri esseri viventi e sulle donne.
Giustifica lo sterminio di interi popoli in nome del suo Dio, crede che tutto e tutti (e in particolare tutte) debbano essere a sua disposizione. E se qualcosa non va come dice lui… sterminio, abominio, rogo, assassinio… femminicidio.
Il Femminismo parte dalla Lotta per la Liberazione della Donne, ma va oltre, poiché consapevole che tutto il sistema è marcio, orrido e va smantellato: il maschio che brama il potere e il possesso è colui che ha inventato la guerra, il pensiero lineare dicotomico, per cui o si è una cosa o un’altra.
Non esiste, in questo pensiero, la possibilità di un essere diverso e comunque “giusto”: il pensiero lineare promuove l’esistenza di due poli, uno opposto all’altro. Non c’è continuità: se due cose sono non diverse ma opposte, viene fuori che una è “per forza giusta” e l’altra è “per forza sbagliata”.
È questo il pensiero che ha generato la lotta, la guerra e la violenza. E questo pensiero è nato dal seme del Patriarcato.
E dunque il Patriarcato va abolito, va distrutto, va smantellato alla radice.
Il Femminismo non è affatto l’opposto del maschilismo: non propone l’asservimento degli uomini e degli altri esseri viventi, semmai il contrario.
Mira a cancellare le divisioni, la violenza, la guerra e la sopraffazione.
Dunque fermatevi a pensare, ripensate il vostro sentire, non ascoltate chi sputa sentenze a destra e a manca, perché nulla di tutto ciò è vero: il Femminismo lotta per creare un mondo diverso, una società diversa, un luogo in cui il pensiero lineare dicotomico sia eliminato a favore di un qualcosa di diverso.
Un luogo dove sia rispettata la libertà. Ogni tipo di libertà: di pensiero, di parola, di professare il credo che si vuole, di orientamento sessuale. Dove sia rispettata la libertà in toto, senza più discriminazioni razziali, senza più misoginia, stupri, femminicidi.
Un mondo in cui anche la terra e gli animali possano avere il rispetto e l’amore che meritano: basta umiliazioni, basta circhi e zoo che rinchiudono e maltrattano delle creature innocenti, basta anche mandare gli animali al macello… cerchiamo di abituarci ad una cucina diversa.
E non lo dico perché da pagana sono diventata vegetariana e quasi vegana: gli animali per arrivare alle nostre tavole… subiscono le pene più atroci.
E anche solo se ne mangiamo i derivati, ciò non basta a fermare il loro supplizio: i figli sono separati dalle madri, perché il loro latte deve andare a noi che lo beviamo o che dobbiamo ingozzarci di formaggi, mozzarelle e altre cose.
E non ne vengono solo separati, ma nella separazione vengono anche torturati.
Cerchiamo di essere più coscienti e consapevoli di ciò che le nostre azioni comportano, anche nel piccolo.
Come per il vegetarianesimo (ora quasi veganismo) anche la mia apertura al Femminismo la devo al paganesimo: riscoprire La Dea, riscoprire la sacralità femminile, della terra, del Ventre Cosmico che tutto contiene mi ha portata a farmi qualche domanda in più.
Certamente conta tutta la parte spirituale di riesumazione di ciò che il Patriarcato ha totalmente occultato. E dunque il concetto di ciclicità, dell’imparare a vivere diversamente la terra e la natura, (ri)scoprire la nostra importanza in quanto donne, sacre, cicliche, anche attraverso reperti e storie delle antiche civiltà matriarcali, alcune delle quali tuttora esistenti.
Ma a un certo punto tutto ciò non mi è bastato: avvertivo l’esigenza di andare oltre, per coniugare spiritualità e vita quotidiana.
Così ho cominciato ad informarmi e sono approdata al Femminismo.
Certo sono pagana da molto più tempo rispetto a quanto sia femminista, ma la mia ricerca è sempre in divenire: come per il paganesimo, anche in questo caso all’inizio mi era difficile distinguere il pensiero altrui dal mio, ma adesso sto imparando a ricercare la mia personale via di espressione.
Senza necessariamente puntare il dito, senza evidenziare la diversità di pensiero: siamo in tante, ognuna con il proprio vissuto, ognuna con il proprio pensiero e con le proprie ferite. Ed è dunque praticamente impossibile che tutte si sia d’accordo.
Ciononostante è di vitale importanza imparare ad incorporare quelle diversità e a rispettarle, perché saranno quelle diversità ad arricchire la nostra lotta e a guidarla verso sentieri meno impervi.
Spero di aver espresso i miei pensieri in maniera chiara e di aver evidenziato quanto essere parte del Femminismo sia importante, per tutti.
Affinché insieme si possa costruire qualcosa di diverso.
©Lucia Boggia
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