Come sappiamo nella Ruota ogni sabba ha un suo opposto, che ne rispecchia in qualche modo le caratteristiche e i temi: in questo caso si tratta del Solstizio di Inverno.
A dicembre abbiamo parlato del Ceppo di Yule e del Ramo dei Desideri: un ceppo o un ramo da decorare con i progetti per il raccolto futuro e poi bruciare la sera del solstizio, in segno di propiziazione.
Tre anni fa, pensando a come lavorare meglio sulla metà luminosa (con la quale mi è stato inizialmente difficile connettermi) e al fatto che ogni sabba ha un seme nel suo opposto, ho creato questa mia pratica personale trasferendo il rituale del Ceppo di Yule.
Come fosse un’anteprima e un piccolo assaggio del primo raccolto, decoro il mio rametto con gli obiettivi che sono riuscita a raggiungere, che si tratti di quelli esplicitamente espressi o di quelli che mi colgono di sorpresa, anche se inizialmente non contemplati.
Poi, proprio come per il solstizio di inverno, brucio il mio ramo. Stavolta non per propiziare, ma per donare ancora più fuoco ai miei obiettivi e forgiare il traguardo raggiunto. Come una sorta di conferma, un rituale che mi doni ancora più fiducia in me stessa, perché sono riuscita a fare quello che volevo.
Come sempre anche quest’anno ho fatto dei passi verso dei propositi che avevo lasciato “sullo sfondo”, ma il bello della Ruota è anche questo: nonostante sembri che tutto giri sempre allo stesso modo, il manto della terra è diverso ogni anno e la spirale ti coglie di sorpresa, trascinandoti in punti in cui non avevi la minima intenzione di mettere le mani.

©Lucia Boggia