La Croce di Brigit è senza dubbio il simbolo principe di questa festa ed è una croce a quattro bracci che rappresenta il ciclo solare: la tessitura al centro è appunto il sole, mentre i quattro assi rappresentano le quattro stagioni e dunque lo scorrere del tempo ciclico, che si ripete ogni anno. Sempre uguale a se stesso, eppure ogni volta diverso.
La croce è una sorta di bussola che ci guida nel nostro cammino a spirale, poiché essendo anche noi natura, partecipiamo delle stesse leggi e dinamiche.
E dunque, ad uno sguardo più ampio, la Croce di Brigit non è soltanto la danza del sole e delle stagioni, ma rappresenta l’intero ciclo di nascita-morte-rinascita insito in ogni cosa in natura.
Il cerchio (simboleggiato sempre dalla tessitura centrale) è La Dea stessa, la terra, la natura ed è la cornice di senso dell’intera spiritualità neopagana: è la vita che cambia, che non resta mai uguale a se stessa e che ci invita (a volte anche in maniera poco carina) ad affrontare emozioni, ostacoli e responsabilità.
I quattro assi sono i Quattro Elementi della natura, i punti cardinali, tutto ciò che ci circonda e che fa parte di noi.
Ma poiché è legata al sole nascente, a Brigit e al suo fuoco, per me la Croce è il fuoco stesso: è rinascita, è potere, è coraggio e volontà.
È la forgia che aiuta a trasformare il dolore, le avversità e ciò che non ci piace in qualcosa di diverso e di positivo.
In qualcosa che può renderci più forti e consapevoli del nostro potere.
©Lucia Boggia
Lascia un commento