Un mito molto particolare legato al solstizio è quello della lotta tra Re Agrifoglio e Re Quercia.
L’agrifoglio è infatti uno dei simboli principali del solstizio di inverno: rappresenta il vecchio anno che lentamente cede il passo alla nuova stagione.
E infatti è raffigurato proprio come un vecchio barbuto, ricoperto di foglie verdi e bacche rosse: il tempo vecchio, il tempo dell’inverno e della morte che sa di dover lasciare il posto alla nuova vita.
Proprio da qui, secondo alcune fonti, verrebbe la figura di Babbo Natale, che altro non sarebbe se non una rappresentazione di un’antica effigie pagana legata alle feste solstiziali, a cui sarebbe stata poi sovrapposta la figura cristiana di San Nicola di Bari.
La quercia invece rappresenta in tutto la stagione estiva e il vigore e la forza della vita e non a caso viene dipinto come un giovane aitante, nel pieno del suo fulgore: è la forza selvaggia, ma genuina della vita e della natura, la metà luminosa e fertile dell’anno.
Secondo il mito ad ognuno dei due solstizi, i due re si battono per la corona, di modo che al solstizio d’inverno il Re Agrifoglio che regna sulla stagione oscura, possa lasciare lo scettro al Re Quercia, che lentamente riporta la vita sulla terra.
Viceversa, al solstizio d’estate, dopo che il sole ha raggiunto la sua massima potenza, Re Quercia abbandona il trono e lascia che Re Agrifoglio riporti l’inverno sulla terra.
Questo mito spiega molto bene ciò che avviene in natura e l’avvicendarsi di luce e oscurità che, come in una danza, girano e si intrecciano nella spirale senza fine delle stagioni.
©Lucia Boggia
Immagine: “Re dell’agrifoglio e re della quercia” di InANutshellArt
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