La Ruota dell’Anno continua la sua spirale, portandoci al termine di questo nostro viaggio: la Metà Oscura dell’anno si avvicina sempre di più, e con essa il Tempo del Velo, del Calderone e degli Antenati.
La mia stagione preferita, sebbene sia una delle più ardue da affrontare: è tempo ormai di attraversare le nostre nebbie, le nostre ombre più oscure.
È tempo di scendere totalmente nei nostri abissi interiori, di sostare nel nostro oscuro labirinto, di bollire nel calderone della Dea: tutti i nostri traumi, le ferite che tornano a galla, nodi che credevano di aver sciolto o che non credevano affatto di avere iniziano adesso a fumare nella misteriosa mistura della Dea. E ci piaccia o no dobbiamo affondarvi dentro testa, anima e corpo: solo così possiamo sperare di giungere dall’altra parte. Rinate/i, risanate/i, con in dono i preziosi insegnamenti che La Dea e la nostra oscurità avranno voluto regalarci.
Passiamo in rassegna tutto ciò che è stato, il nostro anno: da ottobre dell’anno scorso ad adesso.
Com’è stato il nostro viaggio?
Quanto abbiamo imparato? Cosa abbiamo accolto e cosa abbiamo lasciato andare o ci prepariamo a lasciare andare?
Quali sono stati gli insegnamenti? In cosa siamo cambiate/i ed evolute/i?
Cosa ancora dobbiamo cambiare, per giungere alla migliore versione di noi stesse/i? Alla persona che davvero siamo o che vogliamo diventare?
Meditiamo, questo è il momento perfetto: è il momento del raccoglimento, del ritiro, del raggomitolarsi in vista dell’inverno.
È il momento di tirare definitivamente le somme di ciò che abbiamo fatto e raccolto: la nostra ultima occasione per tagliare i rami secchi, dire addio a situazioni e persone che ormai bloccano la nostra crescita, portare a termine i progetti che ci stanno a cuore, prima di poter accogliere il nuovo anno, nel silenzio che lentamente ci porterà all’inverno.
Per me quest’anno La Ruota è stata piena di sorprese. Alcune belle, altre meno e altre ancora molto intense e sfidanti.
Ma alla fine del viaggio, ogni anno, mi rendo sempre conto che tutto ciò che ho vissuto è servito a portarmi dove sono e che dunque non è stato inutile. E che guardando dall’alto, con una visione più ampia, c’è sempre qualcosa per cui essere grata.
Con queste parole vi lascio, augurando a tutte/i voi un meraviglioso passaggio attraverso le nebbie.
©Lucia Boggia
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