A volte devi solo lasciar fare.
A volte i progetti che avevi in mente si avverano solo dopo tanti anni.
Volevo iniziare la mia gavetta di scrittrice con un ambizioso romanzo.
Poi ho capito che avrei dovuto abbassare le mie aspettative e partire con qualcosa di più piccolo, e così è nata la mia prima creatura.
Quella che ha fatto sì da mettere, dopo vent’anni, il primo mattone per la realizzazione del mio sogno.
Ma subito dopo un vuoto totale ha iniziato a prosciugare la mia ispirazione, quando ecco che un evento inaspettato l’ha fatta tornare: spero, la primavera prossima, di vederne i frutti.
Così adesso, mentre porto a termine la mia seconda creatura, la scintilla di quell’antica storia torna alla ribalta: chiede di essere vista, pretende di essere ascoltata e ultimata.
Negli ultimi due anni mi sono chiesta spesso quale fosse il mio ruolo, per cosa stessi lottando, cosa potessi fare per questa società, quali messaggi volessi portare.
E ogni volta, tra le tante risposte, una appariva sempre più forte delle altre: “Devo finire questo libro.”
Perché?
Perché nonostante le mille modifiche, nonostante in alcune cose il mio pensiero sia cambiato, queste pagine hanno ancora tanto da dire.
In quanto aspirante Barda al servizio della Dea e della comunità, non voglio solo emozionare o intrattenere, ma cercare in qualche modo di ispirare le coscienze, per poi tutte/i insieme attuare i cambiamenti di cui il nostro mondo ha bisogno.
Diventando tutte e tutti, citando Laura Ghianda*, degne/i antenate/i di domani.
©Lucia Boggia
*https://youtube.com/@lauraghianda?si=haP1w4BBhRXWyZWc
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