Era un tempo molto antico: la terra era ancora il luogo meraviglioso che oggi tutti vaneggiano e l’avidità e la smania di potere dell’uomo ancora non esistevano.
Immense e meravigliose riproduzioni di donne prospere e graffiti ornavano luoghi e caverne, la violenza e la guerra erano termini e concetti inesistenti e La Dea regnava in pace, prima che Gli Dei maschi ne usurpassero il potere, relegandola al rango di schiava.
Mestruazione viveva in questo tempo di eterna bellezza e meraviglia: ogni ventotto giorni si presentava, ridente, alla porta di ogni fanciulla ed era accolta con gioia e benevolenza.
In quei giorni sacri tutte le fanciulle dei villaggi si riunivano nella Tenda Rossa, al seguito delle Donne più grandi e anziane, che insegnavano loro tutti i misteri e i segreti del Sangue Sacro.
Mestruazione, Colei che tutte chiamavano “L’Ancella del Sangue”, “Colei che misura”*, era sempre presente: era sempre al centro del Cerchio formato dalle donne e dalle fanciulle, ed era lei che portava avanti le cerimonie, anche se poi erano le Anziane, tramite lei, a donare i Sacri Misteri alle più giovani.
Mai nessuno la guardava in viso: era tutta vestita di rosso, dalla testa a i piedi, e un velo nero le copriva il capo e il volto, poiché solo coloro che riuscivano a penetrare i loro più profondi abissi, riuscivano a scoprirne la reale identità.
Ma a quel tempo era tutto così diverso, tutto così bello e tutto così semplice: L’Ancella del Sangue costeggiava tutto il Cerchio, offrendo a turno alle più giovani Il Sacro Graal, chiamato anche Il Calice della Vita o La Coppa del Sangue.
Ogni fanciulla beveva alla Coppa, assumendo in sé i Sacri Poteri del Sangue, che Mestruazione le concedeva: penetrando il Sacro Mistero le giovani erano in grado di guardare in profondità, di recuperare il loro rapporto con Il Ventre della Dea e con le radici della Terra.
Erano un tutt’uno con essa, una sola cosa, un’unica entità: sperimentavano al contempo il Mistero della Morte e della Rinascita, poiché ogni fine generava sempre un nuovo inizio.
Alle giovani veniva insegnato che il loro sangue era sacro e fonte di vita, ma non solo: tramite il sangue esse rigeneravano le proprie energie e la propria creatività, ricevevano visioni ed ispirazioni, tramite le quali donavano nuova veste alla loro vita, ogni volta che Mestruazione si presentava di nuovo alla loro porta.
Dopo Il Calice, Mestruazione compieva un secondo giro del Cerchio, donando alle sue giovani ancelle un pezzo di legno o un osso levigato a forma di falce lunare: lì, con dei piccoli segni, avrebbero contato i giorni e atteso l’arrivo della Nuova Luna e dell’Ancella del Sangue, che proprio per questo veniva chiamata “Colei che misura”.
Sì, perché il suo nome così antico aveva questo significato: Mestruazione misurava ogni volta il tempo delle donne, del loro ventre e della luna.
E ogni volta che L’Ancella del Sangue si presentava alla porta delle fanciulle, iniziava un nuovo ciclo nel loro tempo, nel loro ventre e nella luna.
Ma anche se Mestruazione era Colei che dava avvio al Nuovo Tempo, esso non si fermava con Lei, né con la venuta del sangue: Mestruazione misurava tutto il tempo, dalla comparsa del sangue, alla sua scomparsa, al tempo in cui le fanciulle erano libere dalla procreazione, a quello in cui erano fertili come la luna piena e infine a quello in cui si preparavano lentamente a ricevere di nuovo il Dono del sangue.
E nella Tenda Rossa, tramite Mestruazione, Le Anziane insegnavano anche questa parte del Mistero, che non era affatto disgiunta dal Mistero del Sangue, poiché in ogni fine è presente il seme del nuovo inizio e viceversa.
A quel tempo Mestruazione era molto felice, poiché tutti la onoravano e tutti le volevano bene: le fanciulle la attendevano con impazienza, avide di conoscere sempre di più i segreti celati dietro il suo velo.
E non dovevano temere di parlare di “Colei che misura”, né dovevano faticare ed impegnarsi a nascondere macchie rosse di cui vergognarsi, né ancora erano costrette a fingere di vivere come se Mestruazione non esistesse: il Tempo di Mestruazione era il Tempo del Riposo, del Raccoglimento, della Meditazione e del Ritiro interiore.
Era il tempo in cui comprendere cosa lasciare andare e cosa poter creare nel Nuovo Tempo del loro ventre.
Mestruazione visse felice e onorata per molto tempo, finché una Forza Oscura non si impadronì della Terra, cancellando per sempre l’Antico Volto della Dea.
Ma di questo parleremo un’altra volta.

* “Colei che misura”: è un’espressione ripresa dal libro di Miranda Gray, Luna Rossa. Capire e usare i doni del ciclo mestruale.

In realtà l’ho usata in un senso diverso, ma per il significato della parola “Mestruazioni” (che qui ho volutamente usato al singolare, per esigenze di suono e di contenuto) mi sembrava perfetta, così mi sono concessa questa libertà, sperando di non aver offeso nessuno.
Comunque il libro lo consiglio fortemente: è favoloso e merita, anche se non è l’unico libro sul tema scritto dall’autrice.
In ogni caso è stato grazie a lei, se mi è venuta l’ispirazione per questa saga: voglio proporre dei racconti in cui sensibilizzare e informare su quello che ancora oggi è considerato un vero e proprio tabù, uno stigma.
Dei racconti in cui svelare la verità su ciò che significa il dono del sangue mestruale, su ciò che esso ci concede di fare, se solo mettiamo da parte la vergogna e le riserve con cui siamo state/i cresciute/i, e far riemergere così un baule di tesori nascosti che nemmeno pensavamo di possedere.
Infine voglio fare corretta informazione su ciò che davvero è il ciclo, partendo dal linguaggio: noi donne per prime, spesso ancora non conosciamo la differenza tra ciclo e mestruazioni.
Magari perché ci è stato insegnato così, magari perché la parola mestruazioni è considerata scomoda, brutta, di dubbio gusto e non ci rendiamo conto in realtà che noi siamo sempre cicliche, non solo quando “abbiamo” le mestruazioni.
Dunque spero che questa serie di racconti possa piacervi e alla prossima!

©Lucia Boggia