Tempo fa
nella mia grotta
ti ho incontrata
velata
ai Sacri Misteri
iniziata
col tuo Compagno
a lungo da me
denigrato
venivi
Ma sulla soglia
di quei Misteri
velata
ancora a me
appari
Oggi si celebra Maria Maddalena.
Lungi dall’essere una prostituta (come oggi la intendiamo), come per secoli La Chiesa l’ha dipinta, era una sacerdotessa di Iside.
Gli antichi popoli celebravano il corpo come non disgiunto dallo spirito, ed è per questo che esso rivestiva una grande importanza, anche nel suo aspetto sessuale: la sessualità sacra era una via per connettersi alla Divinità.
Era così che le antiche sacerdotesse ricevevano e pronunciavano i loro oracoli, prima che questi diventassero appannaggio maschile: tra queste ricordiamo Le Pleiadi di Dodona e Le Pizie di Delfi.
Attraverso l’incontro sessuale con il Dio, da cui nasceva il logos, esse incarnavano la Dea nel loro corpo, facendosi tramite della sua volontà, e da questo incontro scaturiva l’oracolo.*
Liberando la forza vitale della sessualità, i sacerdoti e le sacerdotesse si facevano veicolo della Divinità.
Da qui viene la famosa ierogamia, che poi è stata del tutto depauperata del suo significato in epoca patriarcale, già nello stesso paganesimo.
Così le prostitute sacre, che in origine erano ben altro, sono diventate delle ancelle che praticavano la sessualità in cambio di soldi e ricchezze, pur nel nome della Dea, alla quale spesso dedicavano i loro guadagni.
Da questo slittamento semantico si è arrivati/e a ciò che oggi è la prostituzione: un sistema creato dagli uomini, che sfrutta e opprime le donne, per la perversione degli stessi.
Di Maria Maddalena e del suo rapporto con Gesù parla il Vangelo di Filippo, uno dei cosiddetti “Vangeli Apocrifi”.
È una figura che all’inizio del mio sentiero verso il Sacro Femminile mi ha affascinata tantissimo e su cui ho intenzione di tornare ad informarmi.
Insieme a Gesù ha guidato il mio cammino nel passaggio definitivo e consapevole verso il sentiero della Dea.
©Lucia Boggia
*Fonte: Maya Vassallo Di Florio (Afrodite Svelata)
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