Ascoltate la voce della Dea
figlie e figli della Madre

Colei che da Se Stessa
nata dalla sua spirale vi

cacciò

Danzate
la sua danza a spirale
nel suo ventre morite e

rinascete

Ascoltate di Lei la chiamata
con amore e tolleranza
pascete

l’anima vostra annegata

Il tempo della Dea ormai
torna e l’era di pace e giustizia

che sotto il ponte nefasto
passa dell’eterna e finale
distruzione

Del maschio del padre e del padrone*
dei patriarchi giunge la fine

quella che del mondo chiamate
la patriarcale non è Apocalisse

L’Ordine Nuovo si formi
privo

di guerra e violenza

privo
del maschio padrone

della Dea e del mondo
distruttore

Non la millesima profezia
ma la perenne speme e

sapienza

che La Schiatta della Dea
un giorno

con La Dea si risvegli
e rinasca

©Lucia Boggia
 
*A scanso di equivoci, in questo caso il termine “maschio” (così come “padre”) è riferito ad un maschile tossico e distorto, non all’intero genere maschile.
 
 
Nell’immagine la Signora di Willendorf, datata circa al 30.000-25.000 a.C.
 
Poesia tratta dalla mia raccolta “Muladhara, le mie radici”: se vuoi, puoi ordinare qui la tua copia 😉