Oggi l’ispirazione mi fa tornare alla nostra rubrica mestruale: parliamo degli Archetipi.
Ogni fase del nostro ciclo è infatti legata ad un Archetipo in particolare, che in realtà può essere utilizzato per armonizzarsi anche con tutti gli altri cicli: solare, lunare, stagionale, eccetera.
Miranda Gray ne individua quattro: La Strega (Sanguinamento), La Vergine (Fase Preovulatoria), La Madre (Ovulazione) e L’Incantatrice (Fase Premestruale).
In realtà il confine tra queste fasi non è netto e ogni energia sfuma l’una nell’altra, attraverso delle “fasi di transizione”.
Per queste ultime Miranda Gray non cita degli Archetipi di riferimento, ma trovo che sia comunque utile trovare un modo per entrare in connessione con esse, così da riuscire a “cavalcare” meglio ogni nostra energia.
La fase della Strega o della Vecchia Saggia corrisponde al sanguinamento e all’inizio del nuovo ciclo: le nostre energie calano notevolmente, il corpo richiede riposo, raccoglimento e lentezza. Cose praticamente assenti nella nostra società che ha abolito la dimensione ciclica a favore di un “progresso” senza fine. Il quale “progresso”, non rispettando il naturale andamento delle cose, per cui c’è una nascita dal buio, seguita da una crescita, da un culmine e poi da una decrescita fino a tornare alla stasi del buio, fa tutto tranne che farci progredire: che lo si ammetta o no, tutto in natura è ciclico.
Tutto in natura ha bisogno di vivere queste fasi di nascita, crescita, culmine di fertilità, decrescita e morte: se si spezza questo legame, si spezza il legame con la propria vera natura e invece di andare verso il “progresso” non si fa altro che avanzare verso la rovina e l’annichilimento.
È ciò che noi stiamo vivendo da qualche millennio a questa parte, quando i patriarcati hanno del tutto ripudiato la terra come Madre Cosmica di ogni essere vivente, facendone una schiava.
Sebbene il nostro legame con la natura sia stato spezzato, da qualche parte esiste ancora: il nostro corpo (che siamo donne, uomini o persone non binarie) resta comunque ciclico e in qualche modo cerca di riportarci alla nostra essenza di animali.
Tutte e tutti possiamo incarnare questi Archetipi, poiché La Dea è per tutti/e: non ha genere e tutte/i possiamo viverla nel ciclo stesso della natura, del sole, delle stagioni.
La Strega (come Archetipo) non corrisponde infatti solo al sanguinamento di noi donne, ma anche alla fase di luna nuova, quando la luna è oscurata al nostro sguardo.
O all’inverno che tuttora stiamo vivendo o alla notte, quando il sole oscurato dal buio vive il suo ciclo negli Inferi: tempo fa abbiamo infatti parlato anche del Sole Infero.
Come Tempo del sangue corrisponde più o meno ai primi tre o quattro giorni del ciclo.
La Strega è dunque il momento di raccoglimento interiore, il momento in cui il corpo ci chiede riposo, poiché è totalmente concentrato nel rigenerare se stesso, attraverso il sangue: rispettare questa fase, evitando di caricarci di pesi eccessivi, è essenziale se vogliamo poi vivere una rinascita autentica e tornare attive nel resto del nostro ciclo.
Dopo la fase di ritiro ecco che, lentamente, ci si avvia verso la rinascita: prima di giungere a quella che Miranda Gray chiama la fase della Vergine, a seconda dei cicli, potrebbe manifestarsi una fase intermedia tra la Strega e appunto La Vergine o La Fanciulla. (Giorni IV-VI/VII circa).
Questa è la fase in cui siamo ancora nella morsa del gelo, ma già si intravede uno spiraglio di luce e di speranza: la nuova vita sta per arrivare, è solo questione di tempo.
Magari il flusso inizia a diminuire e, sebbene siamo ancora nel ritiro del sangue, iniziamo a sentire che la vita in noi pian piano riprende: potremmo far corrispondere questa fase di transizione al tempo di Imbolc, quello che tra un mese giungerà ad allietarci, quello che si colloca tra il Solstizio di Inverno e l’Equinozio di Primavera.
O se si preferisce, la si può vedere come la minuscola falce di luna che dopo l’oscurità del novilunio.
Corrisponde anche, nel ciclo diurno, al primo sole delle sei fino circa alle dieci.
È in ogni caso un tempo liminale, in cui non si è ancora del tutto fuori dalla fase precedente e non si è nemmeno totalmente in quella successiva.
Giungiamo alla Vergine (Giorni VII-X circa), che corrisponde all’inizio della fase pre-ovulatoria, al Primo Quarto di luna, all’Equinozio di Primavera e al sole caldo del pieno mattino, fino al mezzogiorno.
È dunque la fase in cui siamo nel pieno delle nostre energie, fisicamente attive e mentalmente fresche e concentrate: è questo il tempo in cui investire la maggior parte delle energie, proprio in virtù di tale rinascita.
È il tempo di mettere la testa fuori, di pianificare i nostri obiettivi e di tornare nella vita mondana e sociale, dato che in questa fase torniamo ad essere predisposte a queste attività: le nostre energie crescono e siamo volte all’esterno, più che al raccoglimento interiore, come nelle fasi precedenti.
Nel frattempo queste energie aumentano sempre di più, fino a giungere ad una fase intermedia tra La Vergine e il culmine della nostra fase ovulatoria, rappresentata da Miranda Gray attraverso l’Archetipo della Madre.
A seconda dei cicli, potrebbe corrispondere più o meno ai giorni X-XII/XIII: siamo dunque nella seconda fase crescente della luna, nei giorni immediatamente prima dell’ovulazione, nel tempo che corrisponde alla festa celtica di Beltane (tra l’Equinozio di Primavera e il Solstizio d’Estate) e nel sole di mezzogiorno.
In questa fase iniziamo ad essere particolarmente empatiche, più materne e volte alla cura dei legami e ai bisogni delle altre persone.
Ricordo che non uso il termine “materno” come lo si intende oggi, ossia come lo svilimento del ruolo della donna, ma come era e ancora oggi è in uso nelle società matriarcali: poiché tutte/i veniamo alla luce dal ventre di una donna e dunque per analogia dal ventre della Dea (il Ventre Cosmico da cui tutto nasce), tutte e tutti e senza distinzione ereditiamo da Essa il dono della cura e della maternità.
Anche gli uomini in questo senso sono materni, senza che questo metta in dubbio la loro virilità.
Dunque siamo per natura più portate ad accogliere e ascoltare i bisogni altrui, perché il nostro utero si sta preparando ad accogliere in sé la nuova vita, nel caso l’ovulo sia fecondato: gli ormoni cambiano, il nostro corpo si prepara alla creazione, che può essere biologica (tramite una gravidanza) o di altro genere.
Le nostre energie cicliche infatti non servono solo alla procreazione, ma se ascoltate diventano una vera mappa, una bussola che può orientarci a rendere la nostra vita una vera opera d’arte, allineando e pianificando le nostre attività in base alle nostre energie.
Perché non tutte le fasi sono uguali e dunque ci saranno delle energie che andranno meglio per una cosa e altre che andranno meglio per un’altra: imparare a riconoscerle è di vitale importanza, se vogliamo tornare in noi stesse.
E così, giungendo al culmine di questa fertilità mentale, fisica ed emotiva, arriviamo alla fase della Madre, ossia alla nostra ovulazione.
Questa corrisponde più o meno ai giorni XIV-XVI/XVII, alla fase di luna piena, al Solstizio d’Estate e alle energie solari più intense che vanno da mezzogiorno fino più o meno alle tre del pomeriggio.
Da qui le energie lentamente iniziano a decrescere, come il sole che dopo il Solstizio d’Estate inizia la sua parabola discendente, per prepararsi alla nuova oscurità.
Siamo dunque nei giorni che vanno dal XVII al XX circa, tornando al tempo liminale che divide la fase della Madre dalla fase premestruale: è questo il tempo che corrisponde alla Luna Gibbosa Calante, al periodo estivo del primo raccolto e alle prime ore pomeridiane nel ciclo solare diurno.
È il periodo in cui siamo a metà tra il nostro rispondere ai bisogni altrui e il mantenimento dei nostri confini.
È anche appunto il periodo del nostro primo raccolto mensile, quando ancora piene di energie e creatività manifestiamo all’esterno ciò su cui abbiamo lavorato durante le fasi precedenti.
Ma è anche la fase in cui sappiamo di dover iniziare a pensare al nostro prossimo ritiro, quello che comincia più o meno nel XX giorno e termina circa al XXIV-XXV: qui entriamo nella nostra fase calante, quella che corrisponde alle energie dell’Ultimo Quarto, all’Equinozio di Autunno e nel ciclo solare al periodo che va dal tramonto a mezzanotte.
È quella che Miranda Gray chiama la fase dell’Incantatrice, quella in cui iniziamo il nostro ritiro interiore e che ci prepara ai giorni immediatamente prima del sangue.
Le energie iniziano a calare, ma non siamo ancora nel culmine della Madre Terrifica e dell’ascia che taglia e recide ogni cosa.
Tuttavia, come per l’Equinozio di Autunno, inizia a farsi strada la necessità di fare bilanci, di fare spazio a ciò che di nuovo verrà con il sangue e dopo di esso: è il nostro grande raccolto, prima dell’oscurità totale.
Questa giungerà più o meno nei giorni XXV-XXVII/XXVIII, quando le nostre energie distruttrici (ma non distruttive) saranno al culmine: il corpo reclama il ritiro e l’isolamento, impone che i rami secchi vengano tagliati, che la pelle vecchia venga lasciata al suolo, per potersi rigenerare e accogliere quella nuova.
Avremo sempre meno voglia di stare in mezzo alla gente o nei luoghi affollati, avvertiremo una maggiore necessità di rallentare e di stare con noi stesse: concediamoci questi bisogni.
La famosa “sindrome premestruale” esiste proprio perché la società da secoli e millenni ci impone di vivere contro la nostra natura e di forzarci ad essere “efficienti” come in tutto il resto del ciclo: se non rispettiamo la nostra natura e i nostri bisogni, per forza che poi trasformiamo quell’energia da distruttrice-rigeneratrice a distruttiva e sembriamo delle pazze isteriche.
Gli ormoni cambiano, le energie calano e, come a Samhain, l’oscurità cala sul nostro corpo: è giusto tenerne conto.
Questi sono i giorni immediatamente prima del sangue, quelli che corrispondono all’ultima fase di luna calante, a Samhain e al tempo di Novembre nella Ruota dell’Anno, e alle ore che vanno dalle tre alle sei di mattina circa.
E poi via, il velo cala e un nuovo ciclo comincia.

Tutto ciò che ho scritto è solo in parte ripreso dai miei studi su Miranda Gray: col tempo ho approfondito il mio ciclo e ho iniziato a donargli una piega diversa, cercando e trovando infine un mio modo personale per viverlo, con archetipi un po’ diversi (liberamente ispirati agli studi su Afrodite condotti da Maya Vassallo di Florio), pur rifacendosi allo schema iniziale.
In questa sede tuttavia ho preferito inserire solo gli Archetipi comunemente conosciuti, sia perché i miei personali li sto ancora sperimentando, sia per una questione etica, dato che il merito di aver riportato alla luce Afrodite è della succitata ricercatrice.
In alternativa a questi archetipi, potete usare i vari volti della Dea, così come si manifesta nelle varie stagioni, ispirandovi magari ad una Divinità con cui già lavorate o dalla quale vi sentite attratte.
Spero comunque che questo assaggio possa esservi utile per riavvicinarvi alla vostra ciclicità e riappropriarvi del vostro potere.

Benedizioni,

©Lucia Boggia

Opera di Alice Haibara, Grande Mãe, 2012