Nuovo arrivato nella mia libreria: non vedo l’ora di leggerlo! 🤩
Come già ricordato altrove, il matriarcato non è l’opposto del patriarcato: non è il dominio delle donne sugli uomini.
Non rende le donne comandanti e gli uomini oppressi.
Si tratta di un tipo di società completamente diversa, in cui donne e uomini lavorano insieme per creare una società basata sulla parità dei diritti, sull’armonia e sull’assenza di violenza.
Una società fondata non su una base gerarchica e di oppressione, dove la maggioranza si annulla a beneficio dei pochi al vertice, bensì sulla circolarità tanto cara anche alla moderna spiritualità della Dea.
I matriarcati sono infatti nati in seno all’antica cultura della Dea Madre, e quelli che tuttora resistono vivono secondo questi stessi principi.
Essi si basano sui valori di cura, sostegno e maternità.
Che non è la maternità svilita dal patriarcato, per cui le donne sono gli angeli del focolare domestico e devono fare tutto loro.
La maternità dei matriarcati si basa proprio sul principio più volte esposto della Madre Cosmica. Che è tale per tutte/i (dato che tutte/i nasciamo dal ventre di una donna), dunque i suoi valori di cura pertengono a tutta la società e gli stessi uomini si autodefiniscono materni, senza che questo svilisca la loro virilità (non come qui in Italia, dove se un padre fa il padre viene definito “mammo”): la maternità è la maternità della Dea, che è uguale per ogni essere vivente, senza distinzioni. Dunque anche gli uomini partecipano di questa maternità e del valore di cura ad essa legato.
Sono società di pace, in cui le decisioni vengono prese seguendo il principio del consenso: nessuna decisione è presa, finché tutte/i non sono d’accordo.
E anche se si tratta di un processo ovviamente più lungo, è quello grazie al quale non esistono scontri, guerre e violenze.
Le donne vengono rispettate e assumono ruoli importanti all’interno della società, senza che questo metta gli uomini al secondo posto.
Violenza di genere e scontri di vario tipo sono assenti, tanto che queste società non hanno nel loro vocabolario termini come “guerra” o “stupro”! Perché tali fenomeni nemmeno esistono.
Si vive seguendo l’economia del dono, ossia le risorse vengono distribuite in base alle necessità di ognuno/a, a seconda di ciò che occorre.
E si vive in matriclan, seguendo la discendenza matrilineare: ci si può sposare o meno, ma gli uomini non ottengono la proprietà della moglie né dei figli, come accade da noi.
In questo caso, a seconda delle società, o si vive separati o il marito entra a far parte del matriclan della moglie. In entrambi i casi non viene spezzato il legame con il clan di appartenenza.
Ovviamente il mio è un minuscolo contributo molto vago e mi scuso se può presentare imprecisioni: non sono un’esperta ed è per questo che sto iniziando a studiare meglio queste società.
Non è fantascienza: tante persone che fanno ricerca si sono recate sul posto e sono tornate con un bel po’ di documentazione.
Per favore, informiamoci e divulghiamo: un mondo migliore è possibile, se solo ci sforziamo di crearlo.

©Lucia Boggia