-La spirale non può spezzarsi, è impossibile, chi te lo ha detto?
-Vedi? Te lo dico che non mi ascolti: non è che si è spezzata, ma comincia a girare nel senso opposto.
Il tempo fluisce, ma è un tutt’uno con se stesso: non esiste passato, né presente o futuro. La linea si spezza, ma non si spezza davvero. Hai solo compreso.
-Compreso cosa?
-Il segreto. E non è facile, credimi.
-Ma ho ancora così tante cosa da fare, così tante domande!
-Ce la farai, lo sai: ce l’hai sempre fatta, anche quando non eri consapevole di te stessa… perché non dovresti ora?
Non è una corsa, non è un rincorrere la vetta, tutt’altro: è un prenderti tempo… è vivere, godere…
Non si fa tutto subito: si resta, ci si attarda, ci si gode il tragitto.
Ora puoi… hai compreso il segreto, puoi navigare nelle tue acque, tutto il tempo che vuoi, tutto il tempo necessario.
La corsa è un’invenzione del mondo in cui viviamo: il vero viaggio è un altro.
Impegnarsi, dedicarsi interamente e con gioia a ciò che si sta facendo, donare il proprio amore alla via che si è scelta: questo è il segreto.
Che poi raggiungi la vetta o non la raggiungi… che ci arrivi tra un anno o cento… che differenza fa?
Il segreto è vivere, non attendere: vivi adesso, comunque vada.
Ora puoi farlo, non devi più nasconderti.

Le foglie volano via, portate dal vento.
Mille alberi in fila, o forse è solo la mia immaginazione, e un lunghissimo viaggio.
Quanti chilometri, quanta strada… sveglia di notte, una morsa che si stringe al cuore. Eppure era ciò che volevo, io l’avevo scelto.
Mi giro, mi guardo intorno: fisso momenti, foto, le stanze…
Quella macchia che non è più andata via dalla parete: una riga di bagnoschiuma che oltrepassava la mensola posta a qualche centimetro dalla testiera del letto.
La finestra dalla quale mi affacciavo o fissavo il cielo, mentre scrivevo… e dalla quale ho sognato tante e tante volte, cantando a squarciagola.
Fisso le pareti spoglie, i buchi lasciati nei muri dai chiodi e gli aloni di tutte le cose impacchettate e che adesso aspetto di raggiungere.

-Chissà perché… adesso mi torna in mente tutto questo: non mi è mai riuscito di scriverci niente, anche quando ci ho provato…
-Stai facendo i conti con te stessa, ti stai lasciando tutto alle spalle, hai trovato finalmente la chiave…

Guardo, continuo a guardarmi intorno, a fissare ogni angolo di questa smisurata dimora… dico addio o arrivederci…
L’ultimo saluto, tra le lacrime e la stretta alla gola, per le mie due bambine: la bianca e la nera…
Dormienti e inconsapevoli mi fissano dalle loro cucce…
Non sanno quel che io già so, ma non è il caso di dirglielo adesso…
Solo un “Vi voglio bene”…
E via, inizia il viaggio infinito che mi ha portata fin qui… ora era il momento di ricordarlo.

-Perché?
-Perché finalmente hai trovato il tuo posto, finalmente (nonostante i tuoi “non vedo l’ora di andare via”) ne prendi atto e lo accetti… finalmente sai come vivere la tua nuova vita.
Vivere, non attendere.
Vivere il viaggio, non perdersi nella corsa.
Accettare ciò che è adesso, non favoleggiare su un ipotetico futuro.
E farlo con gioia e dedizione. Sempre, ogni momento di questo fantastico viaggio.

©Lucia Boggia

 

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