Vele al vento che navigano sui più morbidi e sottili arcobaleni, il sentiero dorato di Oz conduce lì, alla Città di Smeraldo: è giusto, è giusto seguirlo.
Seguire quelle vele è giusto.
Non tutti lo faranno, non tutti ti diranno vai, ma è giusto. È giusto se vuoi, è giusto se ci credi, è giusto se quelle vele, se quel sentiero è lo stesso che l’anima tua già segue… e lo segue da un po’.
Il sogno è la base di ogni realtà.
Non confondete il sogno con l’illusione: sembrano la stessa cosa, ma non è così.
Io l’ho fatto, l’ho fatto troppo a lungo: relegare i sogni in un angolo buio e polveroso, credendo che fossero illusioni.
E fare delle illusioni e dei falsi simulacri non solo i miei sogni, ma la mia realtà.
Solo quando cadi, solo quando tocchi il fondo poi risali e ti accorgi che ti sbagliavi: nel bene e nel male, ti sbagliavi.
Volevo che su questo sito ci fossero solo racconti e poesie, pensavo che scrivere riflessioni “a caso” non fosse professionale, ma… come posso nel mio piccolo cambiare qualcosa in questo mondo, se non scrivo ciò che penso?
Il mio lavoro, la mia professione, la mia vocazione sono anche questo: scrivo, mi impegno per pubblicare, ma anche questa parte è importante. Anche scrivere ciò che sento, ciò che mi rende felice, ciò che mi dona speranza e ciò che ancora è una ferita aperta. Anche questo è importante.
Sapere che c’è speranza dona speranza, sapere che Fantàsia è ancora in piedi genera fantasia, amore, speranza: L’Infanta Imperatrice non morirà mai, perché ci sarà sempre qualcuno che avrà il coraggio, la fiducia e la speranza di seguire i propri sogni.
La vela è lì, che percorre l’arcobaleno e poi va, nel suo giro infinito, perché non finisce mai: si snoda, va come una spirale, gira su se stessa e poi si ritrova più in alto, in un punto più avanti ogni volta.
Non è vero che non si vive di questo, non è vero che chi sogna non combina mai niente, non è vero che sognare non porta il pane a casa.
E non è vero che bisogna sgobbare e logorarsi a tutti i costi in un lavoro che non piace, che non fa per noi.
C’è chi ha i suoi motivi, c’è chi non può permetterselo. E questo purtroppo è sempre più vero.
Ma in generale… non tarpate le ali, agli altri e a voi stessi: permettevi di sognare, di immaginare, di perseguire i vostri desideri.
E permettete agli altri di fare lo stesso, a maggior ragione se a voi non è stato permesso o se voi stessi avete rinunciato.
Il sogno conta, il sogno non è illusione, non è restare nell’Isola che non c’è.
Non è restare in casa con le mani in mano, ma è lottare per ciò che si ama, per ciò che si vuole davvero.
Solo adesso, camminando su quel sentiero, mi accorgo di quanto ciò sia vero.
Solo adesso, dando uno sguardo alla piccola me e a tutte le piccole me fino a questo momento, mi rendo conto che, pur avendo apparentemente rinunciato, in realtà non l’ho mai fatto completamente.
Non l’ho fatto, se adesso sono qui a scriverne.
Sognate, fabbricate sogni, fabbricate mattoni e giorno dopo giorno costruite la vostra vita. La vita che va bene per voi, secondo voi. Non secondo gli altri.
Perché solo voi avete idea di ciò che nasconde il vostro mare inconscio, solo voi sapete ciò che davvero desiderate nel profondo. E se vi rendete conto che ciò che volete non corrisponde alle aspettative del mondo esterno, continuate: avanzate, senza paura.
Non temete di deludere quelle aspettative, perché la vita è vostra: solo se siete felici voi lo saranno anche le persone che vi circondano.
Solo se siete autenticamente felici, potrete con i vostri doni portare il giusto cambiamento a questo mondo: è per questo che esistono così tanti percorsi diversi, così tante arti diverse, professioni diverse.
Questo dovrebbe essere lo scopo: il dono riposto in ognuno di noi dovrebbe essere manifestato al meglio. E per ognuno è diverso: non possiamo essere tutti scienziati, tutti medici, tutti avvocati, tutti insegnanti, tutti impiegati o cassieri o camerieri…. Perché ognuna di queste professioni ha la sua dignità e il suo valore.
Tutti valgono, ma non tutti sono per tutti: se hai la fortuna di conoscere da subito il tuo dono e hai il coraggio di manifestarlo, allora sì che farai la tua parte, allora sì che nel tuo piccolo potrai fare che il mondo sia un posto migliore.
Comincia da te, dall’amarti, dal renderti felice. Perché se non sei felice allora non puoi rendere felice niente e nessuno: sarai arrabbiato, infelice, coverai odio e ciò che il mondo apprenderà da te sarà solo come odiare ancora di più.
Sii felice, sogna, persegui i tuoi sogni, realizza i tuoi desideri.
Perché sognare non significa cadere nell’illusione.
Perché il sogno è quella goccia che, insieme alle altre gocce, può formare immensi oceani.
Oceani di vita, oceani di amore, oceani di speranza.
Perché Fantàsia non deve mai morire. E finché troveremo nuovi nomi da dare all’Infanta Imperatrice, finché troveremo nuovi doni e avremo il coraggio di manifestarli, Fantàsia resterà in vita.

©Lucia Boggia