Nuovo racconto per la rubrica sui Sequel e gli Spin off, e ancora una volta protagonista è il film Hocus Pocus: buona lettura! 🙂
Infedele amante da secoli trapassato,
disteso in un giaciglio di vermi foderato:
muovi i tuoi piedi, apri i tuoi occhi,
gratta con le dita finché il cielo vedi!
Marcire da solo non è com’esser vivo:
sorgi dal suolo, non essere schivo!*
Chi è, chi mi chiama così forte?!
Riconoscerei la sua orrenda voce ovunque: Winnie!
Perché ti disturbi a disturbarmi dal mio sonno eterno?
Perché non cerchi altrove chi disturbare, a chi dare fastidio?
La mia fossa era così bella, così docile, così comoda! E tu… odiosa vecchia megera!
Assassina deturpante e deturpata dai tuoi stessi crimini!
Tu, tu mi avvinghiasti a te, con quel tuo dannato incantesimo: mai e poi mai mi sarei sognato di amarti… neanche da morto… ironia della sorte…
E ora che vuoi da me?
Mi hai incatenato, mi hai avvelenato, mi hai zittito e adesso mi tiri fuori?!
Ma non poteva fare a meno di rispondere al maledetto richiamo: il suo malefico incantesimo d’amore sarebbe durato in eterno, e lui, pur contro i suoi desideri, era obbligato a fare tutto ciò che la vecchia strega voleva.
Così… la terra tremò…
Se chi vi camminava sopra aveva la sensazione di sentirsi mancare qualcosa sotto i piedi, chi vi era stato immerso, aveva l’impressione di essere sepolto per la seconda volta e a un tempo di essere liberato da un’enorme e pesante coltre di nebbia, terra e detriti vari… una zavorra…
No, non voleva lasciare quel tepore… la terra, la sua umidità, tutti i vermi e gli animaletti che di lui si erano cibati, facendone concime per la terra stessa.
Ormai ci stava bene lì sotto…
Le urla aumentavano, ma di chi erano?
Avevano già trovato chi avvelenare con la loro pozione?
Le ossa appena si muovevano: non si erano ristorate abbastanza, non potevano aspettare?
Ma uno strano formicolio prese a camminare lungo tutto il suo corpo, o quello che ne era rimasto… le falangi, prima dei piedi e poi delle mani, lentamente presero a muoversi.
Le gambe cominciarono a piegarsi nelle ginocchia: aveva dimenticato quella sensazione! Per quanto era stato sepolto? Forse magari non era così male tornare alla vita.
Le braccia cercarono e trovarono il loro movimento, si alzarono in aria, ma un impedimento ancora ostacolava la risalita: ah già, era sepolto in una bara!
Non credeva di avere anche solo un minimo di quella forza che lo animava da vivo, ma a quanto pareva si sbagliava: le sottili falangi spinsero il coperchio e improvvisamente venne fuori con tutto il busto, riuscendo addirittura a mettersi a sedere!
Lentamente, come a palesare maggiormente il disturbo che si stava prendendo, si voltò dall’altra parte: ci risiamo, tre ragazzini da inseguire… ma chi c’ha voglia?
Oh no, ecco che parte l’urlo, forza!
Sapeste quanta voglia ho io, di alzarmi da qui e corrervi dietro!
Sono io che ho paura di voi, ragazzi!
Ma i suoi pensieri rimasero muti, tanto più che Winnie gli aveva cucito la bocca. Letteralmente.
E allora i tre, spaventati a morte, gli urlarono in faccia. Poi scomparvero dalla sua vista.
Ma io… volevo solo continuare a dormire!
©Lucia Boggia
*Citazione dal film
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