Eccoci ad un nuovo appuntamento con la rubrica Il mondo dei Prequel, dei Sequel e degli Spin off: stavolta si parla di un grande colosso del cinema… uno dei miei preferiti.
Jumanji.
Qui più che di Sequel si potrebbe parlare di un orrendo rifacimento che poi ovviamente è diventato un sequel, secondo le leggi di mercato.
L’ispirazione mi è venuta per caso: riflettevo sul fatto che a volte alcune delle nostre vicende personali sembrano vivere una sorta di battuta d’arresto. Una pausa, uno stroncamento totale.
Tuttavia la cosa era solo apparente: in sordina il tutto andava avanti comunque e noi alla fine ci rendiamo conto che la situazione che stiamo vivendo, in realtà altro non è che il seguito di una situazione precedente.
Situazione che noi avevamo dato per conclusa, ma che per tutto il tempo ha agito in maniera sotterranea, fino a farci giungere al nostro presente.
È come se fossimo convinti di aver terminato una frase, andando punto e a capo, e invece poi ci rendessimo conto che in tutto quel tempo la frase era rimasta sospesa.
In realtà o l’abbiamo lasciata a metà, senza nemmeno mettere il punto, o al posto del punto abbiamo inserito dei punti di sospensione, o ancora era un punto e virgola.
Fatto sta che quella frase è rimasta lì, sospesa, e attende di essere portata a termine.
Non so se sono riuscita a rendere l’idea, ma era questo ciò a cui stavo pensando, quando sono stata colta dall’ispirazione: un percorso iniziato qualche mese fa, che in realtà si è rivelato essere nient’altro che il seguito di un cammino precedentemente intrapreso e che ritenevo concluso.
La partita che Judy e Peter giocano nel 1995 e che in realtà è solo il seguito di quella iniziata da Alan nel lontano ’69.
Vi lascio alla lettura del prossimo articolo, che troverete a brevissimo, e vi auguro una buona giornata!

©Lucia Boggia