Ora legale, ora solare:
di tutto si fa per sempre sfruttare

La Cara Madre innocente che dona
e che è sempre violata, di zona in zona.

Quanto distanti da nostra natura,
per non sentire l’innata paura

un passo di più ogni volta facciamo,
alla di Lei e alla nostra morte brindiamo.

Non il dominio, non la conquista
non il premio in cima alla lista:

per tutto ciò non ci ha dato la vita,
ma per rendere vera la missione in noi sita.

Chi con un dono, chi con un talento
chi suona il sole, chi danza nel vento;

chi con la parola o con mani devote,
dipinge la gioia su nuove gote.

Servizio e cura per ogni persona
e amore per Lei che ancora dona

ogni frutto sfruttato alla scelta
sua stirpe dal suolo divelta

ormai del suo sangue.
Ma persa è la stirpe ed ora langue,

di lacrime e fango dipinto il suo volto:
non più l’amore dall’alma ormai volto,

ma solo fuoco con l’odio appiccato.
Via la natura dal corpo negato,

compar la catena fittizia e maligna
che fa di essa La Grande Matrigna,

con questo pretesto ormai sottomessa.
Ma ancora un passo può l’uomo che vessa

la sua Grande Madre da sempre amorosa:
tornare alla Madre con l’alma pietosa,

cucendo lo strappo da sé creato.
Tornare col corpo a riprendere fiato,

donare amore e sorrisi alla gente
e smetter la guerra e l’odio per niente.

Solo Il Cerchio ancor rimembrando
e ogni ritmo nel corpo tornando;

sol La Madre ancora putando
dissolver potrà allora lo sbando.

Basta allor con La Grande Conquista,
e con l’odio, il fuoco e la guerra trista.

Basta col violentare la terra
e a far gara a chi il gran colpo sferra.

Basta col dir La Natura Matrigna,
che tale è sol nell’alma maligna:

chissà quand’è che poi lo capiamo,
con Lei, Nostra Madre, Uno noi siamo.

©Lucia Boggia