Tema fondamentale dell’Equinozio è ovviamente l’equilibrio: abbiamo già visto che la stessa parola “Equinozio” indica l’equilibrio temporaneo che si instaura tra le ore di luce e quelle di buio.
Dopo questa tregua infatti, a seconda della stagione in cui ci troviamo, l’ago della bilancia comincerà a pendere da una parte, anziché dall’altra.
Questo ci ricorda che l’equilibrio non è uno stato che una volta raggiunto resta tale per sempre, ma è piuttosto un adattarsi alle circostanze, che di volta in volta dovrà essere riassestato e rinegoziato: la vita e la natura sono un eterno divenire, un eterno mutare e questo mutamento ha effetto anche su di noi, in quanto parte della natura stessa.
Ad ogni nuovo passo dobbiamo cercare di capire se quell’equilibrio sta ancora in piedi o se dobbiamo in qualche modo riorganizzare la nostra vita, il nostro ritmo e le nostre aspettative in base a quel passo che abbiamo fatto.
Una volta che abbiamo compreso la dinamica, possiamo in qualunque momento o situazione rinegoziare il nostro patto, essendo coscienti che la vita non è un punto fermo su una linea tracciata una volta per tutte, bensì una spirale che cooperando con noi ci porta nelle sue pieghe, alla scoperta di continenti sempre nuovi da esplorare.
Figlie e figli della natura, ci affidiamo al grembo della Dea. Ma questo affidarci non è un abbandonarci passivo, quanto piuttosto un co-creare con La Dea: lasciamo che Essa ci porti le sue intuizioni o i messaggi di cui abbiamo bisogno, per poi tradurli in gesti concreti nella vita di tutti i giorni.
È così che si plasma il mondo, è così che si crea tutte/i insieme una realtà degna di essere vissuta: ognuna/o di noi mette la sua intuizione, crea il suo filo, fino ad ottenere un’unica grande tela che ci contiene tutte/i.
Ma veniamo al dunque: come facciamo a creare ogni volta un nuovo equilibrio?
Facendo ordine.
Nella nostra mente, nelle nostre emozioni, nelle nostre giornate, nei nostri cassetti materiali e spirituali: l’ordine è ciò che ci riporta in noi stesse/i, al nostro centro.
Non sto parlando dell’ordine maniacale di dover tenere tutto a posto, catalogato e se qualcosa si sposta di un millimetro andiamo in tilt: sto parlando dell’eliminare il superfluo, di fare chiarezza su ciò che per noi è davvero importante, del sostare (come fanno in questo momento luce e oscurità) sui nostri nodi interiori per capire come sbrogliarli, del mettere sul serio tutto sui piatti della bilancia e cercare di capire come uscire da una situazione che per noi è diventata pesante o di comprendere fino in fondo le ragioni di un nostro comportamento o le origini di una nostra ferita, per poi agire di conseguenza.
Effettivamente tutto questo è legato ai temi di cui abbiamo già parlato: purificare, preparando così la nostra tana ai mesi invernali, e lasciare andare ciò che non ci appartiene più, iniziando la nostra Discesa agli Inferi.
Unendo le due cose possiamo davvero portare in noi una maggiore chiarezza di intenti e desideri, in modo da trovare quell’equilibrio che, seppur temporaneo, possa darci la spinta a compiere il salto finale: abbiamo diviso ciò che non vogliamo più da ciò che intendiamo portare avanti;
abbiamo iniziato quindi a pulire e a prepararci per il nostro ritiro;
adesso abbiamo la mente del tutto sgombra per mettere effettivamente in pratica quei tagli e quei cambiamenti.
Se abbiamo un cassetto ordinato, riusciamo con più facilità a trovare quello di cui abbiamo bisogno, allo stesso modo se facciamo ordine nei nostri pensieri, se ci impegniamo ad eliminare ciò che ci fa stare male, acquisiremo una maggiore consapevolezza di ciò che vogliamo attrarre davvero nella nostra vita.
Quello certo, sarà un tema su cui lavorare in seguito, quando ormai uscendo dal buio potremo di nuovo mettere la testa fuori e osservare il ritorno della vita.
Ma è adesso che dobbiamo iniziare a lavorarci: tagliando i rami secchi, facendo cadere le foglie morte e acquisendo quindi una più chiara consapevolezza di chi adesso siamo e di chi siamo diventate/i dopo un intero Giro di Ruota.
Magari abbiamo fatto solo un piccolo passetto o magari abbiamo vissuto una completa e totale rivoluzione, non importa: ciò che conta è fermarci, rinegoziare il nostro equilibrio in base alla persona che siamo adesso e prepararci ad una nuova vita.
©Lucia Boggia
Lascia un commento