L’Equinozio di Autunno è il tempo del ritiro, è il tempo di tornare alla terra e di fare scorta: la natura inizia a ritirarsi in se stessa, in vista del riposo invernale.
Essa ci offre i suoi ultimi abbondanti doni, prima di lasciar del tutto cadere le sue foglie e di accogliere le nebbie che ci traghetteranno al di là del velo. Dove i mondi coesistono, dove ci mescoliamo agli spiriti e dove abbiamo l’occasione di penetrare i nostri più profondi abissi.
È dunque il tempo in cui inizia la nostra personale Discesa agli Inferi, ma perché ciò accada dobbiamo prima preparare la nostra tana: dobbiamo essere sicure/i di avere il necessario per poter attraversare il buio e il freddo invernali;
dobbiamo rendere la nostra tana un luogo caldo e accogliente, in cui poterci rilassare e rifugiare, in attesa della rinascita primaverile.
Gli animali che vanno in letargo (o semiletargo) fanno proprio questo: vanno in cerca di cibo e di elementi naturali che possano aiutarli a creare una tana confortevole, in cui restare lungo tutto il periodo invernale.
I/le nostri/e antenati/e facevano lo stesso: utilizzavano le offerte della terra come base del loro nutrimento durante l’inverno.
Facevano scorta, raccoglievano ciò di cui avevano bisogno e facevano in modo da farlo durare il tempo necessario.
Raccoglievano la legna per scaldarsi durante le giornate fredde e raccogliersi intorno al fuoco, raccontando storie e godendo di quegli attimi di comunità.
Oggi i tempi sono cambiati, ma non vuol dire che non possiamo cercare di portare questi insegnamenti nella nostra vita di tutti i giorni.
Tanto per cominciare è bene pulire, lavare e purificare la nostra futura tana, in modo da renderla accogliente e calda per questo primo passo verso la Metà Oscura: le pulizie non sono solo quelle che si fanno in primavera e comunque ogni occasione è buona, per lavare e purificare energeticamente.
Laviamo da cima a fondo le nostre dimore, visualizziamo come tutte le emozioni ed energie passate, come la polvere accumulata vadano via, sotto forma di acqua nera gettata nello scarico o come una nube polverosa che faremo uscire dalle nostre finestre.
Possiamo profumare i nostri ambienti, se ci piace e se lo facciamo in maniera ecologica, possiamo adornare la nostra tana come più preferiamo: possiamo raccogliere foglie, ghiande, castagne e altri doni che la terra ci offre in questo periodo, per decorare le nostre stanze.
O usare teli e cuscini arancioni, rossi e marroni, che sono i colori di questa stagione.
Possiamo stilare una lista di libri da leggere, in modo da fare la nostra “scorta letteraria/di svago/pagana/riflessiva” o di qualunque altro tipo la preferiamo.
Possiamo fare lo stesso con la musica, scegliendo i generi che più ci fanno sentire “al sicuro”, al caldo, a nostro agio nella nostra piccola tana o anche con i film, perché no?
Tutto ciò che ci fa sentire accolte/i, tutto ciò che ci fa stare bene sarà perfetto: l’importante è che siamo noi a percepire l’atmosfera, a crearla e a viverla sulla nostra pelle e nella nostra interiorità.
E anche se la maggior parte di noi vive in paese o in città, comunque lontana da un contesto naturale, possiamo provare a connetterci meglio alla natura, scegliendo di mangiare solo cibo di stagione: tutti quegli alimenti, tutti quei frutti che davvero ci fanno sentire il sapore, il profumo e l’aria dell’autunno.
Questo in realtà si dovrebbe fare sempre, soprattutto se diciamo di seguire la spiritualità della Dea: tornare a vivere secondo natura è l’unica maniera per seguire questo sentiero ed è anche la più importante.
Poi che si voglia “abbellire” il tutto con rituali, strumenti e altari è un di più: tutto questo, se manca la cosa fondamentale, è assolutamente inutile.
Dunque purifichiamo la nostra casa, puliamo, facciamo passare aria e raccogliamo i doni della terra;
addobbiamo come più ci piace e facciamo scorta di ciò che pensiamo avremo bisogno durante i prossimi mesi, che saranno lunghi e bui.
Armonizziamoci con i cicli naturali e prepariamo la nostra bella tana: la Metà Oscura ci aspetta.

Buon viaggio a tutte/i!

©Lucia Boggia