Siamo ormai ufficialmente entrati nell’anticamera del Solstizio d’Inverno: il velo tra i mondi è ancora sottile e lo sarà fino alla fine del periodo solstiziale.
Le energie sono ancora cariche di mistero e ancora per molto ci porteremo dietro il peso della scelta, di dover decidere cosa lasciare andare, di liberarci delle nostre zavorre emotive e spirituali: non è mai semplice lasciare andare, anche quando ciò avviene dopo un lungo percorso di consapevolezza, ma il fatto di sapere che nonostante il buio che ci soverchia la luce tornerà, ce lo rende in qualche modo più sopportabile.
Il calderone, che possiamo sempre e comunque sentire dentro di noi e richiamare per apportare gli ultimi tagli, lentamente lascia la presa, per spianare la strada ad un’introspezione più calma, più raccolta ma pur sempre importante: giunge adesso il tempo di fermarci, il tempo di pianificare i nostri nuovi progetti, di lavorare mentalmente ai nostri sogni e desideri.
Esattamente come la terra custodisce i nuovi semi nel suo ventre, così noi possiamo iniziare a concepire ciò che vogliamo portare alla luce, con la promessa del nuovo sole e della nuova vita: è un momento di stasi fisica ed emotiva, eppure nelle nostre profondità qualcosa già avviene.
Siamo come quei semi che muoiono e rinascono, per poter donare la nuova vita in primavera: nelle profondità della terra dormiente e gelata, qualcosa si muove, qualcosa lavora per riportare alla luce fiori, colori e profumi.
È il momento di rallentare, di respirare e pensare a cosa vogliamo manifestare realmente nella nostra vita: è il momento di concepire la nostra nuova luce, la nostra nuova vita.
Cosa vogliamo raggiungere nel nuovo raccolto, che è ancora così lontano, ma che sappiamo che un giorno arriverà?
Quali vogliamo siano i nostri obiettivi per il nuovo anno, per il nuovo Giro di Ruota?
Su cosa vogliamo focalizzare i nostri sforzi e il nostro impegno?
Cosa vogliamo valorizzare che nel ciclo appena passato non ha dato i frutti sperati?
Cosa dobbiamo del tutto eliminare, perché non fa più parte di noi?
Se con Samhain abbiamo lavorato sulle nostre ombre e sull’accettazione di noi stessi, se nella stagione passata abbiamo dovuto fare faccia a faccia con ciò che ci fa male e che non vogliamo più nella nostra vita, adesso ci viene richiesto di spazzare definitivamente via quelle ceneri e di lavorare su ciò che abbiamo imparato specchiandoci nel nostro calderone.
Siamo pronti per questo nuovo viaggio?
Felice cammino e benedizioni!

©Lucia Boggia