C’era un leggero tepore nell’aria: la stagione di Imbolc era ormai passata e tutti nel villaggio si preparavano alla Rinascita di Madre Terra.
Bride passeggiava tra i Menhir avvolti nel primo verde, sognando che giungesse presto il Sabba di Ostara: allora tutto il villaggio si sarebbe riunito, celebrando il ritorno della Primavera.
Si sedette lì, nel mezzo del cerchio formato dai Menhir, respirando il vento che le invadeva l’anima: era tutto lì, il suo rituale quotidiano.
Si sedeva, chiudeva gli occhi, e in silenzio comunicava col Divino: quell’Essenza che solo chi riusciva a guardare oltre il visibile, aveva il privilegio di afferrare.
Ma la sua preghiera agli Dei fu bruscamente interrotta:
“Bride! Quante volte ti ho detto che i Menhir sono Sacri? Solo I Druidi hanno quel Potere e tu non sei nemmeno ancora una Sacerdotessa!”
Era stata Mona a parlare, una delle Druide. E come tutti I Druidi, aveva nello sguardo quel che di misterioso che a Bride dava sui nervi: I Druidi erano gli unici ad avere accesso ai misteri spirituali. Gli altri restavano a guardare, a meno di non entrare nelle loro grazie. O nel novero dei Bardi.
“Forza, alzati: pregherai altrove. Piuttosto aiutami con i preparativi per Ostara: ho una sorpresa per te.”
E le infilò tra le mani vari oggetti, stoffe colorate e fiori di campo appena raccolti: Bride vi tuffò dentro le narici, inspirandone il meraviglioso profumo.
Poi si destò e scosse la testa, perplessa: c’era un solo motivo per cui Mona le stesse mostrando tutto ciò.
Quando si voltò con le lacrime agli occhi, vide riuniti presso I Menhir tutti I Druidi.
Mona le sorrise con fare materno, poi disse:
“Ostara è La Dea della Primavera e della Rinascita e L’Iniziazione ai Sacri Misteri è La Rinascita dello Spirito: domani, presso queste stesse pietre, diventerai una Druida e come Madre Terra nascerai a Nuova Vita.”
Il Cerchio dei Druidi si aprì, Bride sorrise: finalmente era a casa.
©Lucia Boggia
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