Il Solstizio d’Estate è alle porte e ormai ne sentiamo tutte le energie di fuoco e di guarigione: è il tempo di lavorare sodo, in vista del raggiungimento dei nostri obiettivi.
A donare ancora più forza a queste energie e a questi propositi è la luna nuova in Gemelli che domani, a soli pochi giorni dal solstizio, ci donerà la possibilità di aprirci a nuovi orizzonti.
La possibilità di fare quel passo in più verso ciò che davvero desideriamo.
Nell’apice della luce, il fertile buio di questa luna ci invita a muoverci verso la concreta manifestazione di noi stesse/i, a scoprire le carte in tavola, essendo disposte/i a scendere sempre di più nei nostri abissi interiori, affinché possiamo riemergerne con la nostra meravigliosa collana di perle.
Il richiamo della discesa e del buio che fa capolino anche nella luce più intensa, ci porta a riflettere sul fatto che anche nella metà luminosa dell’anno, anche nei periodi più fertili della nostra vita possiamo incontrare il Volto Oscuro della Dea: questo in virtù del fatto che in ogni cosa esiste il germe del suo opposto.
La luce reca in sé il seme dell’oscurità e viceversa.
Nella Ruota dell’anno infatti, il Solstizio d’Estate ha come corrispettivo nella Metà Oscura il Solstizio d’Inverno: il tema della discesa, degli abissi e del labirinto li comprende entrambi, anche se gli insegnamenti che possiamo trarne possiedono delle sfumature leggermente diverse.
Entrambe feste del fuoco, entrambe, in un modo o nell’altro, ci invitano a guardare attentamente nelle nostre profondità, a sostare nel nostro mare inconscio (esattamente come il sole sosta immobile per tre giorni, prima di riprendere il viaggio nella Ruota), per portare vita, fuoco e amore nella nostra esistenza.
Il Solstizio di Inverno ci dona la possibilità di comprendere, nel nostro buio, il valore della nostra luce e del nostro fuoco, per poi manifestarlo in forma di progetti nella metà luminosa dell’anno.
Il Solstizio d’Estate ci porta a lavorare alla luce del sole e in superficie con questo fuoco e per il raggiungimento degli obiettivi sognati in inverno, ma ci invita anche a sostare nei nostri abissi per guarire e sanare le nostre ferite.
Ecco perché può capitare che, nel pieno di questa esplosione di vita, possano emergere antichi conflitti, ferite che richiedono ancora la nostra attenzione o nuove prospettive che possono farci sentire smarrite/i.
Eppure, se i nodi vengono al pettine è perché necessitano di essere sciolti.
E la metafora è in realtà più che concreta: il pettine è un simbolo molto antico che rappresenta la capacità di districare e rigenerare le trame della vita, di sciogliere nodi e pensieri spiacevoli, di tessere gioia e armonia.*
È un simbolo connesso, ad esempio, ad Afrodite, insieme allo specchio che ben si apparenta al tema del mare e degli abissi di cui stiamo parlando.
Dunque attraverso lo specchio dei nostri abissi interiori, curiamo le nostre ferite, sciogliendo i nodi che ci impediscono di progredire nel nostro viaggio.
Il tema delle acque curative è strettamente connesso a quello del fuoco e del sole: ricordando che il sole, giunto al suo punto più basso non termina il suo viaggio, ma lo vediamo penetrare nel mare o nella terra, possiamo riprendere l’immagine del Sole Infero, che viaggia nel mondo dell’oscurità.
Lungi dal perdere la sua importanza, nell’oscurità della terra il sole infero permea le acque sotterranee del suo fuoco e del suo potere, sicché queste assumono in sé lo stesso potere, divenendo acque di guarigione.
Da qui le tante sorgenti e fonti sacre, tra cui una delle più famose è quella di Lourdes.
Il Solstizio d’Estate ci invita a lavorare sia con il nostro fuoco interiore, sia con le nostre acque emotive, in modo da guarire entrambi.
E se mentre lo facciamo incontriamo il Volto Oscuro della Dea, allora accogliamolo dentro di noi e lasciamo che la sua oscurità illumini la nostra torcia con i suoi insegnamenti: con quella torcia illuminiamo nel nostre ombre e portiamo in superficie le nostre ferite, così da abbracciarle e guarirle.

Felice viaggio nel Solstizio!

©Lucia Boggia

* Fonte Afrodite Svelata, Maya Vassallo Di Florio