Abbiamo già visto che i simboli di questo periodo sono la lepre e le uova.
Imbattendomi in fonti nuove, ho però avuto modo di scoprire che delle storie legate a questi simboli e alla Dea Eostre, non si può accertare effettivamente la storicità e veridicità.
Riguardo infatti alla Dea Eostre, l’unica fonte che abbiamo è quella di Beda Il Venerabile: egli nel De Temporum Ratione scrive che i pagani anglosassoni, nel tempo di Eostur-Monath (coincidente con il tempo della primavera), celebravano delle feste dedicate a questa Dea.
Probabilmente, poiché molte celebrazioni prendevano il nome da una Divinità, Beda ha ipotizzato che Eostre (da Eostur-Monath) fosse La Dea della primavera.
In pieno romanticismo, nella sua opera Deutsche Mythologhie (1835), Jacob Grimm fa sua questa informazione e cita Eostre come La Dea dell’alba e della primavera.
Da qui nascono le storie che legano Eostre alla magica lepre che depone le uova.
In realtà non abbiamo alcuna certezza che esistesse effettivamente una Dea chiamata Eostre: è più verosimile che il suo nome e il fatto che sia stata legata alla primavera e all’equinozio sia dovuto ad una sorta di incomprensione da parte di Beda Il Venerabile.
Alcuni studiosi hanno infatti evidenziato come in tedesco e in altre lingue, la parola per indicare l’Est sia Aus o Aes, e dunque da qui non solo il nome e l’esistenza della Dea Eostre, ma anche tutta la simbologia che la lega alla primavera: l’Est è la direzione in cui il sorge il sole, quindi va da sé che Eostre/Ostara sia diventata La Dea dell’alba della primavera.
Quanto alla leggenda della lepre/coniglio che depone le uova, anche qui abbiamo ragione di pensare che sotto ci sia la penna di Grimm, non essendoci nessuna attestazione antica di tali storie: probabilmente, poiché la lepre e i conigli sono alcuni dei primi animali a mettere la testa fuori dalle tane in questo periodo, e poiché la loro simbologia ha molto a che fare con la fertilità (abbiamo detto che sono animali molto prolifici), la loro connessione con Eostre/Ostara Dea della primavera sarà stata molto semplice.
Inoltre, data la mancanza di attestazioni, alcuni pensano che le leggende non appartengano ad antiche culture pagane, bensì siano nate in seno alla tradizione cristiana.
Nonostante nella mia pratica abbia slegato l’equinozio dal nome Ostara e dalla Dea Eostre, non mi sento ancora di abbandonare questa leggenda, perché credo comunque che abbia un grande insegnamento da veicolare.
Esistono un bel po’ di versioni, anche cristiane, ma quella che ho conosciuto per prima e che tuttora rimane la mia preferita è la seguente: un giorno La Dea Eostre passeggiava nel bosco, ancora chiuso nella morsa del gelo invernale.
Mentre camminava, vide un uccellino ferito e mossa a compassione decise di guarirlo, trasformandolo in una lepre: in questa veste di sicuro l’animale avrebbe avuto più possibilità di sopravvivere all’inverno.
Tuttavia la trasformazione non fu completa, e poiché la lepre aveva conservato la capacità di deporre le uova, in segno di gratitudine ne fece dono alla Dea.
Da quel momento la lepre divenne sacra ad Eostre e da qui tutta la simbologia, anche pasquale, del coniglietto e delle uova di cioccolata.
Nei prossimi giorni parleremo dei significati nascosti in questa leggenda e dei suoi insegnamenti: per ora spero che questo piccolo viaggio tra le fonti vi sia piaciuto.

©Lucia Boggia

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