Il sentiero spesso ci porta su strade che mai avremmo immaginato: a volte siamo convinti che il modo giusto per giungere a destinazione sia uno, e invece ci ritroviamo catapultati in tutt’altra dimensione.
In realtà ciò che pensiamo sia un incidente di percorso o una deviazione, è esattamente quello di cui abbiamo bisogno: magari quella deviazione sarà fioriera di insegnamenti che poi potremo mettere in pratica lungo il cammino.
Una ruota forata potrà donarci l’intuizione giusta per quel nostro dilemma, un ritardo ci darà il tempo di riflettere su ciò che stiamo facendo e magari due o più o tutte queste cose insieme potranno essere fonte di nuovi incontri e di arricchimenti.
Negli ultimi tempi sono successe tante di quelle cose e ho avuto così tante ispirazioni e insegnamenti, che quasi non ne tengo più il conto. E adesso mi trovo “costretta” ad assecondare il sentiero e a comprendere come portare nuovo ordine e nuovo equilibrio in questo cammino.
E come sto cercando di farlo? Riprendendo la famosa lezione sul vivere il presente: strada facendo ho compreso che non è tanto la destinazione che conta, quanto il viaggio stesso.
Non perché la destinazione non sia importante, anzi: se non sappiamo dove stiamo andando e dove vogliamo dirigere la nostra vita, prima o poi finiremo per perderci.
A volte però siamo tanto focalizzati sul dover raggiungere a tutti i costi e subito quel traguardo, che perdiamo di vista tutto il resto: perdiamo di vista la cosa più importante, che è vivere.
Vivere in sé è il nostro scopo. E per vivere intendo vivere sul serio: imparando a capire chi siamo e cosa vogliamo, imparando a dire basta alle cose che non ci vanno più bene e avendo il coraggio di rompere le catene che ci tengono in prigione.
Avendo il coraggio di esporci e manifestare le nostre idee e il nostro essere e di ribellarci al sistema che ci vuole tutti uguali, schiavi di ciò che non ci rappresenta.
Smettendo di compiacere gli altri, gli amici, la famiglia, i nostri partner e la società e chiedendoci cosa davvero vogliamo per noi e per il mondo: ci rispecchiamo davvero in quello che ci hanno imposto? Cosa vogliamo cambiare? Come ci sentiamo in una società che ci vuole annientati, piuttosto che liberi e fiorenti nelle nostre vite? Come vorremmo sentirci?
Quando iniziamo a mettere tutto questo al primo posto, allora abbiamo fatto un primo passo verso quel vivere davvero. Anche se significa andare contro corrente ed essere la pecora nera della famiglia, del gruppo o della società.
Anche se significa perdere qualcuno a cui non piace la vera versione di noi.
Quando iniziamo ad essere realmente noi stessi e a manifestarlo, non importa cosa dicano o pensino gli altri, allora pur conoscendo il nostro obiettivo e la destinazione che vogliamo raggiungere, smetteremo di correre e inizieremo a goderci il viaggio.
Il vento che ci scompiglia i capelli non ci darà più fastidio, la coda di traffico sarà solo un momento in più per riflettere, la ruota a terra ci indicherà che stiamo facendo troppo ed è giunto il momento di fermarci. E gli incontri occasionali potranno dirci col tempo se diventeranno i pilastri della nostra vita o ci hanno solo tenuto compagnia per un po’.
Non disdegniamo nessuna delle vie che ci compaiono davanti, perché potrebbero racchiudere un dono, un insegnamento, un incitamento prezioso per il nostro cammino.
Tutto ciò che dobbiamo fare è fidarci e affidarci a quel sentiero e scoprire dove ci porterà.

©Lucia Boggia