Negli ultimi giorni ho lavorato molto con il fuoco, attraverso l’uso di candele, e una domanda che già in passato mi sono posta è: quanto sono coerente nella mia pratica di tutti i giorni?
Quanto sono sincera nella mia spiritualità e quanto sono etica nella mia vita in generale?
Sì, perché già di norma si dovrebbe fare attenzione a non inquinare e a non danneggiare la natura e gli altri esseri viventi, ma chi sceglie di seguire un cammino pagano o comunque legato alla natura, dovrebbe essere ancora più scrupoloso.
Se il paganesimo è la spiritualità legata alla natura, se il paganesimo rispecchia l’amore e il rispetto che nutriamo per la terra e per gli esseri viventi in generale, quanto coerente può essere utilizzare strumenti e oggetti che vanno poi ad inquinare l’ambiente e a danneggiare noi stessi?
La maggior parte delle candele in commercio è composta da paraffina e derivati animali o comunque sostanze tossiche testate sugli animali. E già di per sé è una cosa orribile.
Ma da pagana mi sorge una domanda: che senso ha il mio percorso, se poi per un rituale vado nel senso opposto?
Senza contare che le candele e tutti i composti chimici degli incensi rilasciano sostanze cancerogene.
Non è una critica nei confronti di chi ne fa uso, ma una semplice riflessione e, se vogliamo, un’autocritica.
Perché già da un po’ mi pongo il problema, ma finora mi è stato difficile mettere in pratica questa consapevolezza.
E allora… dovremmo rinunciare ad una parte della nostra pratica?
No. Ma possiamo renderla più vera, coerente e sincera ricorrendo ad altri materiali.
Per esempio esiste la cera di soia.
Oggi le candele di soia stanno diventando popolari, se non fosse che ormai la maggior parte di esse è intrisa comunque di essenze e profumi vari.
Possiamo allora provare a creare noi le nostre candele vegetali: di sicuro saranno molto più “salutari” e avranno quella marcia in più, poiché già nella creazione riceveranno l’impronta della nostra energia.
Oppure se per vari motivi non riusciamo, possiamo optare per una candela finta da usare tutti i giorni, che potremo comunque benedire e consacrare, e utilizzare un’unica candela più grande (se possibile comunque vegetale) per i nostri rituali.
Un discorso simile possiamo farlo per gli incensi: i bastoncini rilasciano sostanze tossiche e dannose, ma se anche vogliamo provare a crearli noi, i carboncini su cui bruciarli non è che siano il massimo.
Cosa fare in questo caso?
Io ultimamente mi sono data al rosmarino: è vero che comunque rilascia del fumo, ma è molto molto lieve e almeno è una sostanza naturale.
E che dire dei cristalli?
Io ne ho pochissimi, ma anche lì prima di acquistare dovremmo chiederci da dove vengano e se la loro estrazione sia dovuta a sfruttamento.
Per farla breve: siamo pagani… ma lo siamo veramente?
Ovviamente come già detto, questo articolo non vuole sparare a raffica sulle masse, ma è nato da una riflessione che mette in evidenza come anche io finora sia stata molto incoerente nel mio percorso e come abbia deciso di migliorarmi.
Vi lascio con questa canzone sulle cui note scrivo queste ultime righe.
Benedizioni!
©Lucia Boggia
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