Nessuna strada davanti agli occhi, i piedi procedevano a tentoni e non sapevano quale via imboccare: ancora disorientati, ancora smarriti, non sapevano decidersi sul da farsi.
Il bosco sembrava così oscuro, così astioso: e c’era chi diceva che rappresentasse la casa!
C’era chi diceva che esso fosse la prima casa di ogni essere vivente: il bosco, la natura nella sua veste più genuina, vera e selvaggia.
Ma a quei piedi tremanti… tutto sembrava quel bosco, tranne che casa.
Cominciarono a girare in tondo, presi da una danza forsennata che si ripeteva. Ancora e ancora e ancora: sempre la stessa, in circolo, a formare tante minuscole spirali.
Sempre la stessa, sempre uguale. Così forte, così dura, così imperiosa: cosa voleva dirle?
Qual era il messaggio che voleva consegnarle?
Chiarezza, certo, ma di che? Perché quella chiarezza veniva, per poi andar via nuovamente?
Una nebbia le si era fermata sulla fronte e sugli occhi, come un velo pesante che non voleva andare via, quasi fosse un oltraggio il solo tentare di sfiorarlo!
I piedi dolevano, bruciavano, ma non potevano fare altrimenti: erano preda della danza che li ammaliava e li possedeva.
Un fruscio improvviso, come un sibilo, tuonò nella mente della donna:
«Segui la via, seguila e sarai salva.»
Ancora più smarrita, la giovane non sapeva dove guardare, né cosa fare:
«Qua-quale via? Chi sei tu?»
«Io sono Lo Spirito del bosco. Segui la via, la danza che conduce i tuoi piedi lungo il mio sentiero: la spirale può essere ardua, a volte, ma è l’unica via di salvezza.
Seguila e tornerai a casa.»
«Non capisco»
«Non c’è niente da capire: affidati al bosco e saprai.»
Un impetuoso turbine di vento allora la investì, portandola non più solamente a danzare, ma ad essere ella stessa parte della spirale: il vento ruotava forte, le raffiche la investivano, a volte violente, altre meno, ma… erano lì per dirle qualcosa.
«Vai avanti, affidati allo Spirito…»
La donna chiuse gli occhi, strizzandoli così forte da farsi male: non voleva vedere, non voleva sapere.
Troppi guai aveva già avuto, troppi rovi avevano attraversato la sua pelle e la sua carne: quanto ancora avrebbe dovuto sopportare? Era stanca…
Non che non fosse grata, anzi: la nuova luce che finalmente emanava la doveva proprio a quello stesso Spirito che adesso respingeva.
Ma era stanca, esausta: voleva riposare… e quella danza improvvisa non ci voleva proprio!
Le raffiche di vento si fecero ancora più forti e violente e la giovane donna fu costretta a portarsi le mani alle orecchie, per non sentirne i fischi e il rumore assordante:
«Ma insomma, quando finisce?!»
«Devi imparare la lezione! Segui Lo Spirito, ti guiderà…»
Ancora nella spirale nebbiosa la donna si raggomitolò su se stessa, gli occhi ancora chiusi, quando d’un tratto la tempesta si placò, facendola rotolare rumorosamente sul soffice manto del bosco: stesa sul suolo, lentamente si rialzò.
E allora tutto fu chiaro e finalmente lo vide: calmo e ridente, scolpito nel tronco di un albero, giaceva… Lo Spirito del bosco.
©Lucia Boggia
Foto personale: Sentiero degli ulivi secolari presso Sirmione, sul lago di Garda.
Lascia un commento